L’Annurca campana IGP: perché è la “regina delle mele”?

mela annurca

Fortemente voluto dall’On. Alfonso Piscitelli, al Belvedere di San Leucio l’incontro dedicato alla mela annurca, valido alleato della salute e dell’economia.

Il perché dell’incontro

Qualcuno ha riso quando ho proposto l’argomento della mela annurca. Io credo, invece, che, tra tanti temi altisonanti, la politica debba trovare il tempo di occuparsi anche di questo, perché se si riesce a fare squadra sul territorio, la mela annurca può essere un volano di sviluppo oltre che di salute“. Queste le parole dell’On. Alfonso Piscitelli, che stamattina ha chiamato a raccolta Ettore Novellino (direttore Dipartimento farmacia alla Federico II), Francesco Alfieri (delegato all’agricoltura del Presidente De Luca) insieme ai sindaci Carlo Marino e Francesco Buzzo (Caserta e Valle di Maddaloni), Tommaso De Simone (Presidente Camera di Commercio Caserta), Domenico Mauro (Presidente Pro Loco Valle di Maddaloni), Giuseppe Giaccio (Presidente Consorzio Mela annurca campana), Giuseppe Martinelli (CdA Università Vanvitelli). Motivo dell’incontro: la mela annurca, dagli aspetti scientifici alle ricadute economiche sul territorio. Presenti anche gli studenti del Liceo Artistico “San Leucio”, vestiti con meravigliosi abiti borbonici, accompagnati dal dirigente scolastico, prof. Antonio Fusco.

Rilanciare l’agricoltura

Fa ben sperare – ha affermato Franco Alfieri,  – che di giovedì mattina la sala sia così gremita per questo incontro organizzato dall’On. Piscitelli. Il PSR regionale offre importanti strumenti economici e normativi, specie per i giovani che vogliono intraprendere la strada dell’agricoltura. Una strada che va vista come risorsa, non come ripiego”. Significativa l’apertura sul tema della mela annurca e del riconoscimento IGP anche nel territorio vallese, che da venticinque anni ormai, grazie all’impegno della Pro Loco Valle di Maddaloniomaggia l’annurca con l’omonima festa. “Una disponibilità della politica – ha concluso Alfieriche c’è ma che non può prescindere dall’impegno dei produttori e degli imprenditori, che devono finalmente entrare nell’ottica della collaborazione e del lavoro di squadra, come accade in altre realtà“.

Abbasso il colesterolo, lo dice la scienza!

Attenzione alle stelle per il momento focale del convegno, la lectio magistralis del prof. Ettore Novellino. Quest’ultimo, con la sua relazione, ha dimostrato quanto il polo scientifico dell’università non sia un ambiente ermetico che fa ricerca tra le sue “quattro mura”, ma ha costantemente una finestra aperta sul territorio.

Il prof. Novellino ha esposto, dati alla mano, i risultati di un progetto condotto dal suo gruppo di ricerca e pubblicato sulla rivista scientifica “The Journal of the Science of Food and Agricolture”. Gli studi effettuati hanno dimostrato, per un campione di uomini e donne affetti da ipercolesterolemia, che il consumo regolare di mela annurca (due mele al giorno per un mese), rispetto ad altre tipologie del frutto, riduce del 12% il colesterolo cosiddetto “cattivo” (LDL, Low Density Lipoprotein). Ma c’è di più! Tale risultato è paragonabile ai farmaci più diffusi per ridurre il colesterolo, tuttavia la mela annurca ha il “potere” di aumentare il colesterolo “buono” (HDL, High Density Lipoprotein) contestualmente alla riduzione di LDL. Cosa conferisce tale potere alla mela annurca e non alle mele più diffuse? Una concentrazione nettamente maggiore di procianidine oligomeriche (non è una parolaccia!), molecole che il frutto produce naturalmente ed in elevata quantità per difendersi dalle condizioni non molto salubri di maturazione. È infatti risaputo che la mela annurca viene fatta maturare al suolo e che può essere conservata anche per mesi rispetto ad altre sue simili.

Modo di dire o realtà?

Il famoso detto “una mela al giorno toglie il medico di torno” non è poi soltanto un simpatico modo di dire. La dimostrazione, per di più scientifica, lo è la mela annurca, unicità campana, la quale dovrebbe essere riconosciuta fortemente come un alleato insostituibile per il benessere e per la prevenzione di malattie, specialmente quelle più comuni legate al dismetabolismo, ma anche come prodotto cardine dell’economia campana.