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Appalti Tangenziale di Napoli, arrestati imprenditori vicini ai casalesi

Nella mattinata odierna, i militari del Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente e del Raggruppamento Operativo Speciale, in collaborazione con il Comando Provinciale Carabinieri di Napoli e Caserta, hanno dato esecuzione ad una misura cautelare emessa dall’ufficio GIP presso il Tribunale di Napoli, nell’ambito di una inchiesta coordinata dalla locale DDA – Direzione Distrettuale Antimafia, inerente la gestione degli appalti banditi dalla società “Tangenziale di Napoli spa” ed assegnati alla ditta CO.GE.PI. srl, riconducibile alla famiglia PICCOLO

Le indagini sono state sviluppate anche grazie agli elementi emersi nel corso dell’indagine sulla CPL CONCORDIA in relazione ai lavori di metanizzazione del bacino Campania 30, effettuati dalla società CO.GE.PI. srl per conto della cooperativa, che ha portato il 3 luglio 2015 all’arresto di 6 persone, tra cui PICCOLO Antonio. Esse, che costituiscono comunque un filone autonomo rispetto a quello sopra indicato, sono state avviate a seguito di una denuncia che segnalava elementi di irregolarità nelle procedure negoziate relative agli appalti, del valore di oltre 1 milione e 600 mila euro, per la manutenzione delle gallerie Capodimonte e Solfatara e della pavimentazione stradale della tangenziale di Napoli gestito dalla citata società, interamente controllata dal Gruppo Autostrade per l’Italia.

Nello specifico la società, per individuare 30 imprese da invitare a ciascuna procedura negoziata, si era avvalsa di un elenco costituito nel 2011 per una precedente gara pubblica e per tale motivo accreditato come affidabile. Gli accertamenti, svolti direttamente dalla “Tangenziale di Napoli s.p.a.”, hanno permesso di stabilire come nell’elenco originale fosse stata, successivamente, inserita in maniera fraudolenta la CO.GE.PI. s.r.l., costituita nel 2013, che poi era risultata vincitrice di entrambe le gare. Le attività svolte dal Gruppo Carabinieri Tutela Ambiente di Napoli – N.O.E. di Caserta sul conto dei fratelli PICCOLO Antonio e Giovanni, hanno permesso di ricostruire una fitta rete di contatti intercorsi con l’ex tecnico per la gestione contratti dell’Unità Affari Societari e Legali della società Tangenziale di Napoli, il quale, al fine di favorire la carriera universitaria del figlio, mediante
l’intercessione di conoscenze di PICCOLO Giovanni, si era reso parte attiva nel modificare l’elenco di ditte utilizzato dalla società “Tangenziale di Napoli” per l’assegnazione dei citati appalti, provvedendo altresì ad alterare gli atti di gara. Come infatti evidenziato dagli accertamenti tecnici condotti dal R.I.S. Carabinieri di Roma, sulle buste delle offerte prodotte dalle ditte partecipanti alle gare, sono emersi chiari indizi di forzosa apertura e successiva chiusura.

Nel condizionare le gare, l’ex tecnico si era altresì avvalso della collaborazione di una addetta alla Segreteria dell’Unità Affari Societari e Legali della società. È stato raggiunto da custodia cautelare in carcere, per turbata libertà degli incanti aggravata dal metodo mafioso, PICCOLO Antonio, già detenuto in quanto imprenditore legato da vincoli di cointeressenza a Michele Zagaria, come emerso nell’indagine sulla CPL Concordia. Sono invece stati raggiunti dalla misura cautelare degli arresti domiciliari i figli di PICCOLO Antonio, per il reato di intestazione fittizia di beni aggravata dal metodo mafioso, in quanto proprietari della ditta CO.GE.PI., nonché l’ex tecnico e la ex addetta alla segreteria dell’Unità Affari Societari e Legali della società Tangenziale di Napoli s.p.a., a loro volta indagati perturbata libertà degli incanti. Nello stesso contesto, i militari hanno provveduto a sequestrare le quote sociali nonché la totalità dei beni strumentali della società CO.GE.PI. srl


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