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Calatiae Historia: storia di Maddaloni Antica

Primo appuntamento ravvicinato con le radici di Maddaloni, ancor prima che si chiamasse “Calatia”

ETÀ DEL RAME

È molto probabile che le origini di Maddaloni risalgono alla “Età del Rame” ( 2500-1800 a.C) quando gruppi di persone dediti alla pastorizia s’insediarono lungo le zone corrispondenti all’attuale monte di San Michele, dove oggi sorge l’omonimo castello. Altri nuclei si frammentarono lungo le pianure. Le abitazioni dell’epoca erano solitamente costruite con legno, foglie secche, fango indurito; le popolazioni vestivano principalmente di pelli di animali e cuoio; le attività maggiormente praticate erano la caccia, pastorizia, la modellazione e levigazione di pietre da cui venivano ricavate armi, punteruoli per lance e altri strumenti; alle donne il compito di curare ed educare la prole, preparare il cibo, raccogliere acqua, cucire  “vestiti”, tessere, modellare  vasi d’argilla necessari per la cottura del cibo e la conservazione dell’acqua. La natura era onnipresente, talmente fitta da trasformarsi, in alcuni punti, in vere e proprie paludi.

ETÀ DEL BRONZO

Durante quella nota come “Età del Bronzo” ( 1800-900 a.C.), la scoperta, appunto, del bronzo rese più agevole la vita in particolar modo facilitando la cattura della selvaggina durante la caccia perchè gli utensili costruiti col nuovo materiale erano più efficaci per gli obiettivi. Il bronzo venne anche impiegato nell’artigianato: si cominciò a lavorare la terra, si diffuse la natura del terreno e, di conseguenza, anche la pianura cominciò a popolarsi. Questi cambiamenti determinarono una riorganizzazione sociale più complessa rispetto alle precedenti determinando una divisione in classi d’appartenenza. In zona si stabilirono due insediamenti di persone, quello antico, sempre sul colle, ed uno nuovo in pianura. Qui sarebbe sorta la città di Calatia. Non tutto si evolse. Il concetto di famiglia, il ruolo e la considerazione del singolo individuo, infatti, mantennero il significato originario.

ETÀ DEL FERRO

Durante la “Età del Ferro” (900-27 a.C), il nuovo materiale stravolse le abitudini di vita delle popolazioni. Caratterizzato da una durezza superiore a quella del bronzo, che lo deputava alla realizzazione di utensili come seghe, asce, zappe chiodi,spade e lance, veniva tuttavia lavorato con maggiori difficoltà poichè necessitava di temperature elevate che l’uomo ancora riusciva a raggiungere con le conoscenze di allora. L’inconveniente fu arginato dividendo la lavorazione in più fasi. Gli insediamenti si spostarono verso le pianure. I villaggi della prima fase si estesero e si strutturarono in maniera più articolata. L’agricoltura vide l’introduzione di nuove tecniche. L’abbigliamento  maschile e femminile subì un’evoluzione maggiore rispetto alle transizioni precedenti, in particolar modo quello bellico maschile che venne segnato dalla nascita delle prime armature. Per le donne, invece, l’abbigliamento si arricchì di nuovi oggetti come bracciali, fibule, collane, cinture, anelli e orecchini. Ciò impattò sugli scambi commerciali che aumentarono e  gli oggetti acquistati dalle vicine colonie greche di Ischia e Cuma, così come da altre città della Campania, posero le basi per favorire anche scambi culturali che avrebbero indirizzato le evoluzioni successive.

Fonte: Guida Illustrata alla Storia di Maddaloni (https://www.ibs.it/guida-illustrata-alla-storia-di-libro-antonio-tedesco/e/9788897970002)


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