CASTEL VOLTURNO: 9 ANNI FA LA STRAGE.

Son già trascorsi, 9 anni, da quella allucinante mattanza, che fece  sette vittime

IL FATTO

Tra le 21 e le 21: 30 di giovedì 18 settembre 2008, con  120 proiettili, due raid,  tra Ischitella e Baia Verde, empivano l’aria di sangue e terrore. I primi proiettili, poco dopo le 21, raggiungevano Antonio Celiento (sospetto informatore delle forze dell’ordine).

A distanza di mezz’ora sei giovani migranti venivano consegnati anzitempo tra le braccia della morte.

IL PROCESSO

Ha avuto inizio il 12 novembre 2009 presso la Corte D’Assise di Santa Maria Capua Vetere con:

– Giuseppe Setola,

-Davide Granado,

-Antonio Alluce,

-Alessandro Cirillo,

-Giovanni Letizia e

-Oreste Spagnuolo

imputati accusati, tra l’altro, di strage con finalità terroristica aggravata dall’odio razziale e di omicidio, tentato e colposo.

Gli imputati, giunti al terzo grado di giudizio, il 30 gennaio 2014 sono condannati dalla suprema Corte di cassazione: all’ergastolo, Giuseppe Setola, Giovanni Letizia, Alessandro Cirillo e Davide Granato, ed, a  28 anni e 6 mesi di reclusione,  Antonio Alluce.

Con la sentenza, la Corte accoglie l’aggravante dell’odio razziale ed esclude quella di terrorismo.

MOVENTE STRAGE

E’ noto, grazie alle deposizioni di Oreste Spagnuolo, (oggi collaboratore di giustizia), il quale dichiarò che a volere la strage  fu boss Setola che nel corso della sua latitanza tentò con una strategia stragista di monopolizzare il controllo delle aree gestite dai Casalesi.

“La strage è legata alla volontà del boss di imporre il  versamento d’una tangente sui traffici di droga gestiti dalla mafia nigeriana”, dichiarava, Oreste Spagnuolo.

STRAGE E MIGRANTI

Nei primi giorni si parlò d’un atto intimidatorio dei Casalesi, nei confronti della manovalanza, della cosidetta mafia nigeriana.

Ma già a pochi giorni di distanza gli inquirenti esclusero il coinvolgimento dei migranti in qualsivoglia organizzazione criminale.

Le sei vittime erano da anni note al centro sociale ex canapificio che in un reportage ne ha descritto caratteristiche mensioni e propensioni.

Ne è emerso che tutti e sei lavoravano da più anni in Italia e che spendevano il tempo libero prestando servizi di vario genere al centro sociale.

Dunque, semplici vittime d’un crudele destino.