C’è ancora una favilla per De Filippo…

La fenice risorgerà dalle ceneri, si desterà dal torpore e spiegherà le sue ali fiammeggianti. Il suo stridore incenerirà le scorie e il suo rostro tornerà lucido

Sembra che non sia stata ancora detta l’ultima parola sullo stato marasmatico creatosi a Maddaloni. Spetterebbe infatti al Tribunale Amministrativo Regionale pronunciarsi sulla decisione dell’ufficio elettorale confermante la primazia del centrosinistra e impugnata dai primi candidati consiglieri non eletti per la coalizione De Filippo.

Come quindi considerare le dimissioni dei 13 consiglieri comunali?

Le dimissioni sono immediatamente efficaci. Perciò, non necessitando d’altro, il consiglio risulta sciolto e un nuovo commissario insedierà temporaneamente il comune.  Tuttavia, nei prossimi giorni De Filippo potrebbe impugnare a sua volta l’atto del notaio certificante le dimissioni del centrosinistra per sperare in un congelamento del suo effetto fino alla camera di consiglio di settembre.

La sentenza del TAR vertente sul provvedimento dell’ufficio elettorale, a prescindere dalla sua convenienza, di sicuro, una volta emanata, non sarà lasciata lì a produrre placidamente i suoi effetti ma verrà impugnata per un ulteriore giudizio davanti al Consiglio di Stato dalla parte che si riterrà lesa dal dispositivo.

Se alla fine dell’iter giurisdizionale neanche il precedente di Lecce, dove si è configurata una situazione di ingovernabilità simile a quella maddalonese, sarà valso a qualcosa, si andrà di nuovo alle elezioni e Maddaloni subirà il “sultanesimo” di un nuovo commissario straordinario per un ulteriore anno.

Cosa succederà se De Filippo dovesse spuntarla

In caso di sentenza favorevole sarà assegnato il premio di maggioranza alla coalizione De Filippo, molti consiglieri del PD non saranno mai stati ritenuti tali e, come non può morire ciò che non nasce, chi non ricopre una carica non può dimettersi da essa: De Filippo tornerà sindaco affiancato dai consiglieri che hanno proposto il ricorso, oltre a quelli già consacrati dalle elezioni.

Adesso toccherà aspettare il 12 settembre, quando il TAR spalancherà i cancelli all’inarrendevole sindaco e al suo manipolo di consiglieri intrepidi.