Fausto Coppi, una leggenda a Caserta

Il 15 settembre di 98 anni fa nasceva uno dei più grandi ciclisti di sempre, Fausto Coppi, vissuto a Caserta sul finire del secondo conflitto mondiale

Angelo Fausto Coppi (Castellania, 15 settembre 1919 – Tortona, 2 gennaio 1969), soprannominato “il Campionissimo”, è una figura leggendaria per l’intero movimento sportivo italiano e non solo. Coppi è stato un fenomenale passista e scalatore, ciclista professionista dal 1939 al 1959, vincitore del Giro d’Italia per ben cinque volte tra il 1940 e il 1953, due volte conquistatore del Tour de France (1949, 1952) e distruttore di record.

Di famiglia umilissima, la carriera da ciclista del giovanissimo Fausto inizia, in un certo senso, a 13 anni quando, quarto di cinque figli, inizia a lavorare come garzone in una salumeria a Novi Ligure dove effettua consegne inforcando la bici.

Di lui tutti ricordano, oltre alle straordinarie vittorie su due ruote, la leggendaria rivalità che lo vedeva contrapposto a Gino Bartali, altro fenomeno della disciplina. Famosa è la foto che li ritrae insieme nell’atto di scambiarsi una bottiglietta durante una salita al Tour del 1952.

Il famoso scambio della bottiglietta tra Coppi e Bartali

Meno note, non per chi ha vissuto quei momenti in prima persona o ne perpetua il ricordo attraverso le generazioni, le vicende che legano Fausto Coppi a Caserta, precisamente ad Ercole, piccola frazione della cittadina.

Tutto inizia il 9 novembre del 1942, quando a Coppi viene ordinato di partire per la guerra e di unirsi alle truppe italo-tedesche di stanza a Tunisi e Biserta. Pochi mesi dopo però, il 13 aprile del ’43, Fausto viene catturato dagli Inglesi e portato successivamente nel campo di lavoro di Medjez el Bab, poi in quello di Blida, nei pressi di Algeri. Il 1° aprile del 1945 ha finalmente termine la prigionia e Fausto Coppi torna in Italia. In un Paese ormai sotto il controllo degli Alleati Fausto approda a Napoli e da lì a Caserta dove lavora come autista del tenente Towell della RAF (Royal Air Force). Durante la permanenza casertana Coppi, desideroso di tornare a calcare le strade su una bici, riesce a mettersi in contatto con Gino Palumbo, giornalista della Voce e futuro direttore della Gazzetta dello Sport. Il messaggio di Coppi suona chiaro:

“Sono Coppi e vorrei tornare a correre, ma ho soltanto una bici militare con le gomme piene che mi procurano dolori continui. Il suo giornale mi può aiutare?”

A seguito di un annuncio sul giornale Coppi riceve l’aiuto richiesto. Tra le diverse persone offritesi, è un falegname di Somma Vesuviana, Angelo D’Avino, a consegnare a Coppi una vecchia Legnano, utilizzata dal grande ciclista per tornare ad allenarsi seriamente e poi fare ritorno finalmente a Castellania il 30 aprile del 1945.

Lo scorso 3 agosto, in vista delle celebrazioni per il centesimo anniversario della nascita (1919), sono partiti dalla Reggia, in presenza del direttore Mauro Felicori, i ciclisti della Grande Mitica 1919 che hanno sperimentato in otto tappe il percorso Caserta-Castellania, città natale di Coppi.

Insomma, il ricordo della permanenza a Caserta e più precisamente ad Ercole, via San Vito 14, palazzo Antonucci, vive e continuerà a vivere per sempre nei ricordi di coloro che hanno condiviso, anche se per qualche mese, un pezzo di vita con una leggenda.

Qui sotto un video dedicato all’argomento con l’affissione della targa commemorativa sulla facciata di palazzo Antonucci: