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Federica Cerami e il mondo nascosto dietro una fotografia

Nel fotocenando di ieri dal tema “Rosso”, abbiamo conosciuto la singolare ospite della serata, Federica Cerami. Ecco chi è

La fotografia racconta un mondo, un universo interiore, che fuoriesce all’esterno con disinvoltura, da una posa, da uno sguardo, enfatizzato, smussato o celato da situazioni, ombreggiature, luci. La fotografia è l’esito di un percorso, magari sottovalutato perchè immortalato in un’unica immagine con la facilità della pressione di un tasto, quello dello scatto, ma, a quanto emerso dall’incontro, non è seconda ad altre forme d’arte per profondità e molteplicità d’impieghi. Quanto dice di noi, per esempio, l’atto di conservare una foto preziosa?

“Mi piace guardare prima la persona che c’è dietro la foto e poi la foto. Il prodotto ‘fotografia’ fine a se stessa non mi interessa, lo trovo vuoto”.

Ecco, è tutto ciò che circonda una foto, nel tempo e nello spazio, l’oggetto delle attenzioni di Federica Cerami, curatrice, critica fotografica nonché arteterapeuta con indirizzo fotografico. E’ bene sin da subito chiarire che, sebbene la critica lavori con le foto, non è una fotografa, com’è bene chiarire la differenza tra fototerapia e fotografia terapeutica, concetti simili che possono indurre a facili fraintendimenti:

la prima è un insieme di tecniche psicoterapeutiche basate sull’utilizzo della fotografia da parte di professionisti che operano nella salute mentale per aiutare i pazienti con i “segnali” lanciati dalle foto a riscoprire se stessi e a reinserirsi al meglio nella vita, prima singola e poi sociale;

la seconda, la fotografia terapeutica, persegue gli stessi obiettivi della prima affiancandoli all’espressione artistica, ma viene praticata anche inconsapevolmente dalle persone, senza l’ausilio delle figure professionali presenti nella fototerapia.

Nel suo ruolo di arteterapeuta, Federica ha lavorato e tuttora lavora con adolescenti, persone con deficit cognitivi,  tossicodipendenti,  vittime di abusi sessuali e dipendenti dal gioco d’azzardo, creando dei gruppi e servendosi, tra le varie tecniche, del cosiddetto “photolangage”(linguaggio fotografico), metodo inventato in Francia  per comunicare, inizialmente con gli adolescenti con difficoltà ad aprirsi al gruppo facendo loro usare la fotografia per raccontarsi e aprirsi gradualmente agli altri, per poi coinvolgere le altre categorie sopracitate. Le immagini riuscirebbero a facilitare il passaggio da un dialogo a immagini, a quello verbale, coronamento  del reinserimento rasserenato in società.

Tra le altre cose, Federica organizza mostre e letture portfolio, ovvero sedute di letture di storie personali raccontate tramite 20-30 fotografie scattate dall’autore e a breve sarà a Benevento per un Workshop.


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About Luigi Corsiero

Luigi Corsiero
Dottore in giurisprudenza presso l'Università della Campania Luigi Vanvitelli, attualmente frequenta un corso di alta formazione in balistica forense e tiro presso l'ente "FORMED". Aspira a diventare giornalista e scrittore di romanzi fantastici dai temi profondi, e, con un po' di fortuna, sceneggiatore. Il suo motto è: "Un bambino obbedisce, un adulto aderisce".

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