S. Maria a Vico, la storia della “festa a’ parrocchia”

È iniziata ufficialmente ieri la “festa a’ parrocchia”, lungo la Via Appia Antica, da Piazza Umberto I alle Botteghelle. Caserta.ZON, da sempre sensibile e attenta alla memoria storica, ha incontrato Mimmo Campagnuolo, personaggio noto e attivo a Santa Maria a Vico, che ha fatto parte dello storico comitato dei festeggiamenti “in onore di Sant’Alfonso e Cuore di Gesù”, 37 anni fa e oltre.

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Mimmo Campagnuolo. Foto di Vincenza Bove

Lo abbiamo incontrato nei pressi del Bar Tocco, luogo non casuale, come lui stesso ha sottolineato. “Qui – racconta Mimmo, mostrandoci alcune foto di vecchia data – c’era un muretto, dove tutti gli amici del comitato, di sera, si riunivano. Ognuno di noi aveva una zona di competenza per la raccolta delle offerte per la festa, e ogni sera si rendicontava tutto alla luce del sole, con la massima trasparenza. Spesso, infatti, la gente di passaggio si univa a noi, e diventava anche un bel momento d’aggregazione”.
Tanti i personaggi che in quegli anni sono stati legati ed affezionati ai festeggiamenti. Uno su tutti, l’ing. Antonio Frasca: “era il nostro presidentissimo ed io, all’epoca, pur essendo un ragazzo, mi onorai di essere al suo fianco. In tutti questi anni, ogni qualvolta si è parlato dei festeggiamenti, sono stato sempre mosso dal fine di destinare alla sua memoria una medaglia d’oro, per la dedizione e la passione con cui, in tanti anni, si è speso per i festeggiamenti”. Poi, ancora, Mario De Lucia dei Figliarini, il cav. Carmine Papa e Ninucc’ ‘e Pellerin’. “Quest’ultimo – prosegue Mimmo – aveva il compito importantissimo di curare il famoso ‘libro’: durante l’anno, tante persone s’iscrivevano e vi destinavano periodicamente una determinata somma. Alla fine, una quota di quella somma veniva devoluta all’organizzazione della festa, e l’altra costituiva un vero e proprio risparmio per quella persona o quella famiglia”.

Com’era organizzata la festa? “La piazza era illuminata, c’erano le giostre, le bancarelle lungo il corso. Poi la nostra è sempre stata una festa molto suggestiva: se ti fermi in qualsiasi punto dell’Appia, noterai che riesci a guardare in successione le luminarie, perché il percorso è rettilineo. È una caratteristica di questa festa, non riscontrabile nelle altre contrade”.
E la musica? “Noi, pur organizzando una festa così centrale, siamo sempre stati un comitato ‘poverello’ (ride, ndr). Diventava difficile contrattare per il concertino finale con largo anticipo, perché non eravamo mai certi delle risorse economiche disponibili. Allora capitava che un mattino di fine luglio, io e il Presidente Frasca, con la mia storica 126 verde, partivamo alla volta di Napoli. Alla Galleria Umberto I c’era l’impresario teatrale Antonio Fusco, il quale ci dava una grossa mano, conoscendo bene la nostra storia e le nostre esigenze. Ricordo bene che un anno, mentre lui era al telefono con mezza Italia per cercare di capire quale fosse l’artista disponibile, nominò  i Daniel Sentacruz Ensemble. Subito toccai il piede del Presidente, il quale colse il mio segnale e si attivò per chiudere, cercando di ridurre al minimo possibile l’esborso. Fu una grandissima serata. Ricordo di un abbraccio con il Presidente, io che ero molto giovane e l’ho sempre ammirato con rispetto, fu un gesto spontaneo, un’esplosione di gioia”.

Foto d'epoca. A destra Mimmo Campagnuolo
Foto d’epoca. A destra Mimmo Campagnuolo

Ci dici qualche altro artista che ha calcato il palco di Santa Maria a Vico? “Oltre il gruppo che ho già citato, autore dello storico pezzo ‘Soleado’, ricordo Maurizio Vandelli, leader del gruppo Equipe 84, oppure il grande Maestro Perez Prado, e poi ancora abbiamo organizzato gare di complessi. Tutti nomi che a quei tempi erano molto in voga e che puntualmente riscuotevano un grande successo di critica e di pubblico”.
Come mai, ad un tratto, questa tradizione fu interrotta? “Nel 1980 ci fu il terremoto. Giustamente, non essendoci a disposizione la Chiesa, venne meno quello che è il motivo autentico dei festeggiamenti. Oggi faccio i complimenti agli amici che hanno ripreso l’iniziativa, e spero che possa continuare. Io non posso che ringraziare la vostra redazione, che mi ha concesso la possibilità di ricordare tutti i personaggi che storicamente hanno organizzato la manifestazione”.