Spese di giustizia, il Comune presenta ricorso al Tar Lazio

Il sindaco Mirra: “Impugnato il decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri
per tutelare l’interesse della città”Durante la seduta di consiglio comunale è stato anche approvato il riequilibrio di bilancio

In occasione della seduta consiliare che si è tenuta questa mattina a Palazzo Lucarelli, il sindaco Antonio Mirra ha comunicato l’avvio del procedimento con il quale il Comune di Santa Maria Capua Vetere ha impugnato, attraverso un ricorso al Tar Lazio, il decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri che ha previsto di impegnare una somma pari a 3.179.000 euro a fronte dei circa 16 milioni di euro anticipati dall’Ente municipale per far fronte alle spese di manutenzione e gestione delle strutture giudiziarie presenti sul territorio comunale.

La necessità di impugnare il decreto ministeriale è dettata anche dalla previsione del Governo di restituire la somma di circa 3 milioni di euro in un arco temporale di 30 anni, con quote annuali pari a 105.969,83 euro. Non soltanto quindi il mancato riconoscimento di circa 13 milioni di euro anticipati dal Comune, in particolare, dal 2011 all’agosto 2015 ma anche una dilazione, con termine fissato al 2046, che farebbe registrare inevitabilmente riflessi diretti sul futuro equilibrio di bilancio.

“Quello del recupero delle spese di giustizia è un tema fondamentale per il presente e per il futuro della città – ha dichiarato il sindaco Antonio Mirra – che ha quindi visto il coinvolgimento di tutte le forze politiche a margine di una scelta condivisa, da maggioranza e opposizione, al fine di scongiurare serie ricadute sul bilancio. Impugnare il decreto ministeriale ha rappresentato una scelta obbligata per provare a recuperare le somme, pari a 16 milioni totali, che il nostro Comune ha anticipato fino all’agosto 2015 quando poi le spese sono passate in capo al Ministero. Il ricorso che abbiamo presentato al Tar si basa principalmente su due principi: da un lato la mancata rendicontazione del 2015, dall’altro la poca chiarezza del criterio usato dal Governo per la distribuzione delle somme ai Comuni che, sul proprio territorio, ospitano strutture giudiziarie”.

Il ricorso al Tar Lazio rappresenta soltanto il primo step al quale farà seguito l’iter finalizzato a tentare di recuperare le somme anticipate dal Comune. In occasione della stessa seduta consiliare, il consiglio comunale ha anche approvato il riequilibrio di bilancio senza nessuna variazione di particolare rilevanza rispetto al previsionale.