Test di medicina e irregolarità, il punto della situazione

Ipotesi di corruzione e anomalie, vere o presunte. Sulle indagini keep calm, ma sulle altre irregolarità…

Sono ormai passati venti giorni dal 5 settembre, data dei test di ammissione alle facoltà italiane di Medicina e Chirurgia: il 29 settembre sono attesi i risultati nominali, mentre il 3 ottobre sarà il definitivo giorno del giudizio, con la graduatoria nazionale. Eppure, in queste ore, è impazzata ovunque la polemica circa la regolarità della selezione. Proviamo a capirne qualcosa, senza pregiudizi.

I fatti

Ad accendere la miccia della polemica è stata la mappa delle sospette irregolarità pubblicata da Consulcesi, network legale leader nella tutela dei medici e degli aspiranti camici bianchi. Un’indagine secondo la quale la città partenopea – e con essa la Federico II – sarebbe sul podio per numero di casi sospetti denunciati (13%), seconda soltanto a La Sapienza di Roma. Neanche il tempo di leggere la secca smentita della commissione federiciana (“fandonie gonfiate ad arte, è arrivata una sola denuncia”), che arriva la notizia che fa scoppiare definitivamente la contesa: un’intercettazione telefonica sospetta e la conseguente ipotesi di corruzione che vede coinvolti un ex dipendente dell’università e sua moglie, attualmente ancora dipendente dell’ateneo, nonché due esponenti delle forze dell’ordine, i cui figli avrebbero dovuto beneficiare delle soluzioni del test. Un sistema fondato su un non meglio precisato algoritmo, che sarebbe stato utile a calcolare le risposte esatte al test, consentendo di superare positivamente la prova.

L’analisi

Diciamolo subito: Caserta.ZON è un giornale la cui redazione è composta interamente da studenti o neolaureati. Per questo, spesso e volentieri, ci ritroviamo sfacciatamente dalla parte degli studenti. Ed anche in questo caso, qualora dovessero essere accertate irregolarità o addirittura ipotesi di reato, ci auguriamo che sia fatta giustizia e che nessuno risulti penalizzato da fattori o criteri diversi da quello meritocratico. Ma diciamocela fino in fondo: il condizionale è d’obbligo, perché stiamo parlando di un’indagine che è ancora in fase embrionale e, stando alle notizie circolate sui media, pare che proprio il 5 settembre, con la dovuta cautela per non turbare i 4604 candidati, ci siano state delle perquisizioni il cui esito è stato negativo. Le indagini, comunque, proseguono con l’esame di computer e cellulari: potrebbero risolversi senza conseguenze oppure portare alla luce delle responsabilità che sarebbero molto gravi. In entrambi i casi occorre massima cautela, lasciando lavorare gli organi competenti.

Altre irregolarità

Uno spiraglio, per gli studenti disposti a ricorrere alla giustizia, potrebbe essere quello delle irregolarità per così dire “minori”, diffuse e segnalate tra i vari atenei. Potrebbe profilarsi, infatti, una nuova pioggia di ricorsi, sulla scia dell’illustre precedente del 2014, quando il TAR confermò le immatricolazioni in sovrannumero di ben 9000 studenti, visti gli episodi anomali relativi ai plichi e ai codici che dovevano garantire l’anonimato.
Tra le difformità più segnalate, c’è quella relativa ai cellulari. Sul punto, lo stesso bando di concorso federiciano è abbastanza chiaro, all’art. 8, quando dispone che è fatto divieto ai candidati di utilizzare o anche solo detenere telefoni cellulari, palmari, smartphone, smartwatch, strumenti elettronici di qualsiasi tipo e ogni strumento idoneo alla memorizzazione di informazioni o alla trasmissione di dati”. A ciò va aggiunto il divieto, sempre previsto dall’art. 8, “di tenere con sé, durante la prova, borse, zaini, carta da scrivere, appunti manoscritti e non, libri (…) e materiale di consultazione”. Pena: l’esclusione dal concorso e l’annullamento della prova.
Pare, invece, che gli smartphone non siano stati ritirati all’entrata dell’aula, né ci sono stati controlli circa la detenzione di altri oggetti tecnologici. In più “le borse erano a portata di mano e dentro poteva esserci qualsiasi strumento a rischio utilizzo”.
Non mancano, per concludere la casistica, segnalazioni circa i tempi (qualcuno, a tempo scaduto, avrebbe continuato a segnare domande sul foglio) e addirittura c’è chi avanza sospetti sui punteggi. Una settimana fa, infatti, il Cineca ha pubblicato la graduatoria in forma anonima, ma alcuni candidati, avendo memorizzato il proprio codice identificativo, asseriscono di aver ottenuto un punteggio di gran lunga inferiore a quello che presumevano. Su quest’ultimo punto, però, è meglio evitare allarmismi e attendere il 29 settembre, quando saranno pubblicati i risultati nominali e ognuno potrà verificare la reale autenticità del proprio elaborato e del relativo punteggio.

Sulle indagini keep calm, ma sulle altre irregolarità…

Insomma, i test di ammissione, specie per le facoltà più ambite, sono sempre molto chiacchierati. Da un lato, è bene non farsi prendere dalla frenesia: sulle indagini in corso, keep calm; se qualcuno è colpevole lo decideranno le sentenze dei tribunali, non il linciaggio social-mediatico. Dall’altro lato, però, sembrano davvero essere state riscontrate irregolarità a vario titolo nello svolgimento della prova. E chi le ha viste materializzarsi davanti ai propri occhi, è giusto che le denunci per farle pesare nelle sedi opportune.
Al di là delle valutazioni contingenti, comunque, è ancora una volta il caso di porci una domanda più ampia: il numero chiuso è davvero la migliore delle selezioni possibili? Noi abbiamo una risposta. Siamo certi che l’abbiate anche voi.