La trasformazione della Juve Caserta. La storia non può morire.

Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma. La Juve Caserta è la storia della pallacanestro italiana, e come tale, non può morire.

Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma. Mai avrei immaginato di poter usare una legge della fisica per descrivere ciò che sto pensando. Né una sentenza, né un complotto e nemmeno una banda di incapaci può distruggere la Juve Caserta. Niente di tutto ciò può distruggerla. Ma è proprio oggi, col lutto nel cuore, che è facile abbattersi e chiedersi cosa ne sarà adesso. Cosa è adesso la Juve Caserta? In cosa si è trasformata? Per rispondere a queste domande ho intrapreso un percorso logico, un viaggio tra mille ipotesi, tra passato, presente e futuro.

Cos’è?

È una squadra? È un palazzo inanimato attorno ad un parquet? È un capitano? È un coach? Sono cinque giocatori che corrono in difesa? Che sudano la maglia? Che saltano e lottano sotto il canestro anche solo per un rimbalzo? È un presidente? È un sindaco venditore di false speranze? È un consorzio di fantasmi? È una società di incapaci? No, non è nulla di tutto questo. Non lo è, e non lo è mai stata.

La trasformazione

Una piccola realtà. Una piccola città. È un brasiliano che segna e piange. È uno jugoslavo col tricolore nel cuore. È la lacrima che solca il viso di un ragazzo a cui non frega un “cazzo”. È un predestinato dal nome borbonico. È un “gangster” dalla mano delicata. È un uomo minuto in statura, ma non in generosità e ingegno. La Juve è la storia della pallacanestro italiana. Un miracolo, qualcuno dice.
La Juve Caserta non è un nome. non è una squadra. È un ricordo bellissimo e indelebile. Una storia che non morirà mai. Un pensiero continuo, un tormento dolce e doloroso. Guardiamoci dentro, perché si è trasformata in una parte di noi.