13 luglio 2018: le operazioni del giorno nel casertano

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Le forze dell’ordine svolgono da sempre, su un territorio difficile come il nostro, un ottimo lavoro per il contrasto della criminalità e degli illeciti: ecco le operazioni del giorno 13 luglio 2018, in provincia di Caserta

 

Operazioni di controllo congiunto del territorio dei comuni di Napoli, Giugliano in Campania, Nola, Afragola, Marcianise, Maddaloni, Mondragone e Castel Volturno. In campo 32 equipaggi, per un totale di 73 unità dell’Esercito Italiano e dei Comandi delle polizie locali. Sono state controllate 8 attività imprenditoriali e commerciali, operanti nel settore edilizio, delle autoriparazioni, tessile e del riciclaggio dei rifiuti. 5 sono state le attività sequestrate per violazione della normativa ambientale e per mancanza delle previste autorizzazioni amministrative, tra le quali una autorimessa ed una ditta tessile per illecita attività di smaltimento e gestione dei rifiuti anche pericolosi, nonché una ditta operante nel settore del riciclaggio dei rifiuti che svolgeva una attività diversa da quella autorizzata. Sono stati individuati 4 nuovi siti di sversamento di rifiuti solidi urbani, eternit, elettrodomestici, materiale edile e pneumatici usati. Sono state controllate  18 persone di cui 5 denunciate all’autorità giudiziaria. Nel complesso sono state contestate sanzioni amministrative per oltre 9.000 euro. Ulteriori sanzioni sono in via di definizione da parte delle Autorità competenti. Le operazioni sono il frutto dell’attuazione del  piano coordinato e continuativo di controllo del territorio, predisposto dalla  Sezione Operativa della Cabina di Regia, presieduta dall’Incaricato per il contrasto del fenomeno dei roghi nella regione Campania, Gerlando Iorio. Le attività sono svolte su vaste aree della cosiddetta Terra dei Fuochi e sono coordinate da presidi operativi dedicati, istituiti nei comuni dove maggiormente si registrano abbandoni e  incendi di rifiuti. Alle operazioni partecipano i militari dell’Esercito italiano, congiuntamente al personale della Polizia locale, Metropolitana e Provinciale, in raccordo con le Forze dell’Ordine.

I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Casal di Principe, in via Nino Bixio di quel centro cittadino, hanno tratto in arresto, per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, SCALZONE Luigi, cl. 82, del posto. I militari dell’Arma a seguito di perquisizione domiciliare constatavano la presenza di un locale, posto nel cortile dell’abitazione dello SCALZONE, adibito a laboratorio per la coltivazione, l’essiccazione e il confezionamento di sostanza stupefacente del tipo marijuana, completo di apposito sistema di illuminazione e areazione, composto da 14 lampade alogene e da 3 ventilatori nonché da sistema di irrigazione temporizzato per l’irrigazione delle piante di marijuana. All’interno del citato locale sono state rinvenute 64  piante di marijuana dell’altezza compresa tra i 50 e i 150 cm, complessivi gr. 130 di sostanza stupefacente del tipo marijuana, un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento della sostanza stupefacente.  Sequestrata anche la somma contante pari a 90 euro, ritenuta provento dell’illecita attività. L’arrestato è stato associato presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere (Ce).

 

Militari appartenenti alla Stazione Carabinieri Forestale di Vairano Patenora (CE), su segnalazione di volontari appartenenti all’E.N.P.A., hanno effettuato un intervento in comune di Pietravairano (CE) alla località ”Starze”, all’interno di un bosco privato, in quanto un esemplare di cinghiale adulto vivo risultava intrappolato in un laccio di acciaio apposto da autori ignoti. Sul posto si facevano prontamente intervenire i medici veterinari dell’A.S.L. dell’U.O.V. di Teano (CE), nonché veniva in ausilio anche un medico veterinario privato, il quale, si adoperava fattivamente per anestetizzare il grosso esemplare di cinghiale a mezzo di un medicinale inoculato con un dardo sparato da un fucile ad aria compressa. L’intervento andava a buon fine e si riusciva ad addormentare il grosso esemplare femmina di cinghiale, del peso di circa 140 kg, che veniva liberato dalla morsa del laccio in acciaio. Il cinghiale mentre era narcotizzato veniva visitato dai medici veterinari dell’A.S.L. che giudicavano lievi le ferite provocate dalla compressione del laccio e che, pertanto, si poteva rilasciare l’animale selvatico direttamente in libertà al momento del suo risveglio. Nella zona venivano rinvenuti altri due lacci in acciaio, oltre a quello che aveva catturato il cinghiale, che sono stati tutti sottoposti a sequestro. Sono in corso le indagini per risalire agli autori dell’azione illecita posta in essere.