Regione, approvato Parco Urbano Intercomunale

Il Parco si chiamerà “Dea Diana – est Tifatino” e coinvolgerà 9 Comuni del casertano e del beneventano 

La Giunta regionale della Campania, con deliberazione n. 154 dello scorso 19 Aprile, ha ufficialmente istituito il Parco Urbano Intercomunale di interesse regionale denominato “Dea Diana – est Tifatino”: un’area che collegherà il Parco del Partenio e del Taburno, abbracciando ben 9 Comuni delle province di Caserta e Benevento (Santa Maria a Vico – Comune capofila -, Airola, Arienzo, Arpaia, Cervino, Durazzano, Forchia, Maddaloni, Sant’Agata dei Goti).

Questo provvedimento è l’apice di un lungo percorso istituzionale, avviato nel 2011 dall’allora Sindaco di Santa Maria a Vico, Alfonso Piscitelli (oggi consigliere regionale e Presidente della Prima Commissione Permanente), in sinergia con le Amministrazioni dei territori interessati e col preziosissimo lavoro dell’architetto sammaritano Mariano Nuzzo, e culminato nella trasmissione degli elaborati grafici alla Regione (Febbraio 2015) prima dell’approvazione definitiva di martedì, in Giunta.

Un percorso sicuramente non semplice, che tuttavia garantisce due risultati estremamente significativi.
Il primo è strategico: con l’istituzione di un Parco, tra i più grandi d’Europa, sorgeranno una serie di opportunità di lavoro, percorsi enogastronomici, trekking, mountain bike e tutte le attività utili a rilanciare e a promuovere il territorio, anche dal punto di vista storico-archeologico.

Il secondo, di carattere strettamente ambientale, è forse ancora più importante: il Parco Urbano infatti impedisce definitivamente la realizzazione di un’attività estrattiva di calcare in località “Fossa delle Nevi” (Durazzano), che avrebbe avuto conseguenze ambientali anche nei comuni limitrofi, tanto che, negli anni, molti cittadini si sono riuniti in Comitati per manifestare il proprio disappunto.

Nessuna cava turberà il territorio, che anzipotrà contare su un’opportunità straordinaria di sviluppo ecosostenibile.

Un successo a tutto tondo, insomma, che dimostra ancora una volta come l’unione dei Comuni sia la strada più efficace per la tutela della collettività.