Approvazione del piano ospedialiero, il commento del sindaco Guida

piano ospedaliero Guida

“Il Piano Ospedaliero approvato, in questi giorni, dal presidente De Luca e, anche, dai consiglieri regionali della provincia di Caserta ha sancito il declassamento dell’ospedale di Maddaloni a pronto soccorso”, così il sindaco di Arienzo Davide Guida

[Comunicato Stampa] Questa decisione, dopo il forte ridimensionamento dell’ospedale di Arienzo-San Felice a Cancello, è un colpo durissimo per i circa 90.000 abitanti di Maddaloni, Valle di Maddaloni e di tutta la Valle di Suessola.
Inutile sottolineare la gravità di questa decisione per la salute dei cittadini.
Non bisogna dimenticare che negli ultimi anni sono stati spesi, a questo punto inutilmente, diverse centinaia di migliaia di euro per la ristrutturazione del nosocomio maddalonese. Dimostrando una pessima programmazione e un grave spreco di soldi pubblici, vista l’attuale decisione.

Mi permetto di ricordare che il direttore sanitario dell’Asl, il maddalonese Arcangelo Correra, il presidente della commissione Sanità della Regione Campania, Stefano Graziano, l’unico consigliere regionale della nostra zona, Alfonso Piscitelli e tutti i consiglieri regionali della provincia di Caserta non hanno mosso un dito contro questa decisione. Il consigliere Piscitelli, oltre a non difendere l’ospedale di Maddaloni, a parte qualche inutile proclamo, è stato capace di non portare un minimo risultato per il nostro territorio in circa 4 anni.

Non posso non accettare l’invito del sindaco De Filippo di creare un tavolo istituzionale con lui e tutti i sindaci della Valle per opporci a questa grave decisione sull’ospedale di Maddaloni. Voglio solo, mestamente, sottolineargli, senza polemiche, che se ci fossimo organizzati prima, invece di sbandierare i suoi incontri con De Luca e rincorrere i vertici dell’ASL, oggi, forse, non staremmo a questo punto.
Istituzioni e cittadini del nostro territorio devono unirsi contro questa scelta scellerata, e non solo, e ridare dignità ad un’area geografia mortificata da anni e di cui tutti si ricordano solo in campagna elettorale.