Arienzo: inaugurato il dipinto murale nella cappella delle Suore Angeliche

Arienzo: si è tenuta ieri sera l’inaugurazione del dipinto murale a secco, raffigurante Gesù Risorto, nella cappella delle suore angeliche.

Ieri sera, 15 maggio 2017, si è tenuta l’inaugurazione del dipinto murale appena restaurato, ritrovato accidentalmente, poco tempo fa nella cappella delle Suore angeliche di Arienzo.

Il convento gremito di persone,accorse per assistere all’evento, alla presenza del vescovo Antonio Di Donna, che ha celebrato la funzione eucaristica, con altre personalità religiose locali.

La storia del ritrovamento dell’opera è tutta particolare: questo ambiente, inizialmente adibito a refettorio, ospitava suore e pellegrini per i loro pranzi giornalieri. Il dipinto del Cristo Risorto non si vedeva: era stato ricoperto, come la maggior parte delle opere antiche, sottoposte a sorte avversa, ricoperte per far spazio al “moderno”.

Casualmente lo scorso giugno, mentre si stavano iniziando lavori di ristrutturazione,dalla parete frontale dell’ex refettorio si scorgono segni di colore e forme particolari, che poi si sono rivelati essere tale opera.

Il restauro è stato possibile grazie a benefattori che hanno provveduto alle ingenti spese per il recupero dell’opera. La direzione dei lavori ad opera del dott. Aldo Giuda e della sua èquipe, che come sempre rivelano professionalità e dedizione per il loro lavoro.

Alla fine della celebrazione sono intervenuti Don Ciccio Perrotta, il restauratore Aldo Guida e suor Domenika che hanno illustrato la storia del convento, del dipinto murale e delle possibili interpretazioni. Da ricerche fatte poco è stato trovato a riguardo: l’autore è anonimo e l’iconografia, probabilmente ottocentesca, si inserisce nella tradizione della rappresentazione di Gesù Cristo Risorto. Elementi a conferma di ciò sono il Cristo vivo e in Piedi, l’asta che ha tra le mani simbolo della sua vittoria sulla morte, l’alone di luce dorata intorno al capo, la mano destra aperta verso l’alto, gesto di benedizione e di giubilo.

L’opera sarà comunque oggetto di successive ricerche al fine di riportare alla luce anche la sua interpretazione storica e iconografica.