Arienzo, Raffaele Diglio ricorda le Foibe

 “É aberrante che i più giovani ignorino, per deficit didattico”. Parla l’ex assessore Raffaele Diglio

“Il Ministero della pubblica Istruzione, dal 3 febbraio 2015, ha istituito che le istituzioni scolastiche promuovano iniziative con gli studenti per  diffondere la conoscenza dei tragici eventi che costrinsero migliaia di italiani, abitanti dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia, a lasciare le loro case, spezzando secoli di storia e di tradizioni.
Le Foibe sono una pagina ingiallita della nostra memoria collettiva, ignorata fino a poco tempo fa.
É mai possibile che in Italia non si trovi mai un momento di unità su un qualsiasi tema che riguardi la propria storia???
Sono passati 14  anni da quando è stata istituita la giornata del ricordo delle foibe.
È stato ignorato per troppo tempo, è stato un silenzio assordante riguardo la loro tragedia, e, adesso che la verità è tornata a galla, subito si tenta di ridimensionarla e quasi annullarla.
I partigiani che si macchiarono dei crimini delle foibe non furono solo sloveni e croati, ma jugoslavi in generale, quindi anche bosniaci e serbi, che non avevano mai vissuto alcuna occupazione italiana. Inoltre, i partigiani slavi spesso si affidarono alle indicazioni di partigiani comunisti italiani, che li indicavano dove abitava il politico, il farmacista, il prete o l’ex podestà di turno da prendere e uccidere.
Basta farci del male e uniamoci nel ricordo del dramma di quelle terre, italiane da secoli, che videro nostri connazionali di tutti gli schieramenti politici uccisi dall’odio verso la nostra gente.
La classe politica ha inventato, allo scopo di non risolverla mai, la questione nazionale.
Non devono esistere questioni di destra o di sinistra, di nord e sud, ma devono esistere questioni nazionali.
Shoah e Foibe, insieme,  bisogna mettere fine alle ideologie sui morti”.