Bellona: dopo il vaglio della commissione europea, la vicenda Ilside resta un ping pong

L’Ilside approda a Bruxelles ma è l’ennesimo nulla di fatto

Era il 20 settembre 2017, quando il Comitato Cittadino Bellona/Triflisco MAIPIU’ILSIDE denunciava alla Commissione Europea omissioni, incongruenze e ritardi nella gestione pre e post incendio dell’impianto. Per ricevere una risposta i bellonesi hanno dovuto attendere lo scorso 7 settembre. Dopo trecentocinquantadue giorni di lavoro, i ventotto commissari della Commissione Europea hanno partorito due paginette in cui, ad una sagra dell’ovvio segue un pilatesco scarica barile.

Ovvietà confermate

Questo documento conferma fatti arcinoti a cittadini e cronisti, serbando come unico merito quello di porre una pietra sepolcrale sugli onnipresenti negazionisti. La Commissione Europea, infatti, ribadisce che tra l’incendio 2012 e quello del 2017 il sito non è stato oggetto di alcuna bonifica, aggiungendo che dal 2014 al 2017 sarebbe stato usato come discarica abusiva.

Malaitalia

I commissari poi, proseguono, esprimendo tutta la loro profonda conoscenza degli atavici mali ambientali italici.

“La qualità e l’efficacia dei controlli amministrativi e la mancata messa in sicurezza e bonifica sono purtroppo ricorrenti nella gestione dei rifiuti in Italia”.

Palla all’Italia

La Commissione chiosa esprimendo l’impossibilità d’agire in maniera risolutiva sulla vicenda.

“L’obbligo di assicurare il rispetto del Diritto Ambientale dell’UE da parte delle Autorità degli Stati Membri spetta in primo luogo alle autorità amministrative e giudiziarie degli stati stessi […]. Spetta allo Stato l’esercizio di un effettivo controllo sul suo territorio”.

In pratica, è come se i fratelli d’Europa ai fratelli d’Italia avessero detto: “Vi conosciamo bene, sappiamo bene in che modo malgestite la questione ambiente, ma sono pur sempre casi vostri”.

L’eterno Ping Pong

A questo punto al Comitato non resta che girare, sotto forma di monito, il documento al neo Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, rimettendosi per l’ennesima volta nelle mani della politica. La condizione del Comitato, dunque, resta similare a quella d’una pallina da ping pong che tutti s’affrettano a respingere e nessuno vuol trattenere. Da principio pareva acclarato che la risoluzione della questione spettasse al Comune, poi, questi ha cominciato a sostenere che l’onere spettasse alla Regione, poi, per mesi i due enti si sono reiteratamente passati la palla, assicurandosi che nessuno dei due la dovesse trattenere. Poi, il 14 giugno scorso, la palla passò al Ministro Costa cui fu inoltrata l’ennesima richiesta di soccorso. Risposta? Il ministro ha sottolineato di non poter incidere sulla Regione a cui a suo avviso spetterebbe intervenire. Dulcis in fundo la lettera da BRUXELLES di cui sopra. Un’eterna partita a ping pong, insomma! Quale sarà il giorno in cui finalmente giungerà un arbitro e fischierà la fine? Scommesse aperte!