Bellona: tra marce e denunce l’ilside fuma



Ilside

In attesa d’una chimerica ordinanza, l’ilside si candida a meta turistica, capace di mutare in realtà i fumosi gironi infernali immaginati da Dante

Ebbene sì, dato l’insoluto stato d’emergenza dell’Ilside, perchè non profittare dei suoi periodici fumi per richiamare flussi turistici a toccar con mano l’adempimento bellonese delle profezie dantesche, o, magari, perchè non farne il set cinematografico d’un film d’ambientazione infernale? Ironie a parte, più che set cinematografico, la vicenda Ilside ha ormai i connotati d’una tragica soap opera:  trama intricata, colpi di scena ed un epilogo ben lungi dal profilarsi all’orizzonte. Negli ultimi giorni, un autentico coup de théàtre ha conferito dinamicità ad una situazione, che, tuttavia, preserva il suo totale immobilismo. Ma andiamo per gradi: a quasi nove mesi dall’incendio dello scorso 11 luglio, non s’è ancora provveduto alla messa in sicurezza e bonifica dell’ex sito di stoccaggio con disastrosi risultati.

Una fumante settimana santa

All’interno dell’ex sito di stoccaggio sono poste varie tonnellate di rifiuti di cui, come detto, neppure un grammo è stato rimosso. La rimozione è necessaria, perchè tra i rifiuti è in atto una combustione, che, di tanto in tanto, palesa la propria operosità con fumarole tossiche e nauseabonde. Così è accadduto che, in concomitanza con la settimana santa, l’Ilside ha sparso coi suoi fumi l'”incenso” che s’addensa nel suo ventre. Da Venerdì Santo sino al martedì in albis  si sono verificate  fumarole, periodicamente placate dai vigili del fuoco, distribuendo distratte palate di terra sulla brace. Ai cittadini del Comitato Mai più Ilside, recatisi a Pasquetta sul posto per reclamare un intervento risolutorio, sono bastate poche ore di presidio per essere colpiti da nausea, mal di stomaco, dolori alla testa e bruciore alla gola.

L’elettoricidio del sindaco Abbate

Con qualche giorno d’anticipo rispetto alle fumarole, il preannunciato coupe de théatre. Il fatto è questo:

Il sindaco Filippo Abbate, nonostante i reiterati inviti con cui il comitato ha esortato lui e la giunta a partecipare alle riunioni settimanali, per interruzione di pubblico servizio ha denunciato undici membri del comitato. Con questa mossa, anzichè emanare un’Ordinanza in Danno, indispensabile per fa sì che la Regione possa essere autorizzata a procedere alle bonifiche, ha preferito sottoporre alla Giustizia quelli che ad oggi  restano gli unici paladini della salute dei cittadini locali. Una mossa con la quale, ha, dunque, pugnalato i suoi stessi cittadini. Il sindaco Abbate, però, pare dimenticare che tra quegli stessi cittadini potrebbero esserci quegli elettori, che, per la seconda volta di fila alle scorse comunali con una croce vergata a matita, gli hanno affidato la gestione del comune. Quegli stessi cittadini, però, al prossimo giro, potrebbero ricordarsi dei propri paladini della salute, vessati e ignorati dal suo operato. Ciò, alle prossime comunali, travolgerebbe i suoi  compari di ventura assieme a colui che sarà designato come suo erede. Probabile elettoricidio, dunque. Il comitato, intanto, così come accadeva per i proto-cristiani oggetto del martirio, anzichè recedere innanzi alle persecuzioni, prosegue la propria lotta annunciando per il 14 aprile una terza marcia di protesta.

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