CAPUA: INAUGURAZIONE DELL’ELMO DI ARTURO CASANOVA NELLO SPAZIO COSMO16

L’Elmo di Ettore Fieramosca, la grande opera monumentale in bronzo ideata dall’artista Arturo Casanova, sarà inaugurato oggi 27 maggio alle ore 20.00 in piazza Umberto I, a Capua, insieme a Cosmo16, il nuovo spazio polifunzionale della città.

A seguire alle ore 21,00 la Tavola Rotonda con la presenza del sindaco di Capua Carmine Antropoli, promotore del doppio intervento, il critico d’arte Vittorio Sgarbi, il Direttore della Reggia di Caserta Mauro Felicori, il sottosegretario di Stato al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali Antimo Cesaro, il Presidente del Cira, Centro Italiano Ricerche Aerospaziali, Luigi Carrino. Quindi, la Presidente del Centro Unesco di Caserta nonché Assessore alla Cultura Jolanda Capriglione, gli imprenditori di Cosmo16 Antonio e Nicola Piccolo, l’artista Arturo Casanova, l’architetto Giovanni Palmiero, Nestor Sulkin e Walter Marchissio dello Studio di Architettura di Barcellona. A moderare l’incontro ci sarà Erennio De Vita.

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L’evento è stato già presentato in conferenza stampa nella sede dell’EPT di Caserta mercoledì 25 maggio alle ore 12.00, in presenza dell’artista, il sindaco di Capua, la professoressa Capriglione, l’ingegnere Francesco Greco dell’ufficio tecnico del Comune di Capua, l’architetto Giovanni Palmiero (Studio Segmento A) di Caserta che ha firmato il progetto esecutivo dell’Elmo e della riqualificazione della piazza. E ancora, Antonio Piccolo di Capua Multipark, l’imprenditore che insieme al fratello Nicola ha costruito il nuovo spazio funzionale attraverso la procedura del project financing. Quindi, Marcello Del Giudice in rappresentanza della Fonderia nolana Del Giudice che ha realizzato l’opera in bronzo.

COSMO16Per il sindaco Antropoli “l’Elmo rappresenta una forma di riscatto non solo per Capua ma per tutto il Sud d’Italia, un punto di svolta importante della nostra attività amministrativa, una traccia lasciata a futura memoria e un nuovo simbolo della città che rimarrà nella storia per sempre”. Durante l’intervento l’ingegnere Greco precisa che: “L’Istituto della Concessione dell’Opera pubblica, di solito scarsamente utilizzato, é stato in questo caso preso in considerazione come forma di concessione trentennale per finanziare il progetto dell’Elmo insieme ad altri due progetti, ossia quello di riqualificazione di piazza Umberto I con i due parcheggi e l’info-point coincidente col l’Elmo che è risultato l’atto finale di tutta questa complessa operazione”. A tal proposito l’artista ha sottolineato: “Il progetto Fieramosca Info-point Monument esplora e incontra una visione nuova dell’opera d’arte monumentale, ossia il culto del non-monumento; non più espressione distaccata e fredda del blocco marmoreo o della forma in metallo a memoria di un personaggio storico o di un luogo sacro, bensì di un modello urbano-poetico che interagisce e comunica con la società attuale attraverso tecnologie moderne altamente sofisticate”. E aggiunge: “Quello che vorrei trasmettere è che questo Elmo non deve essere letto come sinonimo di potenza bellica, bensì come la forza con la quale le comunità e le intellettualità combattono contro l’indifferenza e il conservatorismo tipico del territorio italiano. L’inclinazione di 16° gradi mi ha permesso di aumentarne il mistero e il vero senso di sospensione in chi osserva è accentuato dalla caratteristica trama quasi a rilievo che richiama i solchi della materia celebrale su cui è proiettato lo spirito del cavaliere”. “È questo un evento importantissimo – ha evidenziato la Capriglione – per la storia dell’arte nel mondo. Come sappiamo l’Elmo è già stato alla Biennale di Venezia nel 2011, quindi, già fa parte del patrimonio storico-artistico internazionale, e non solo di Capua. E così la storia si confronta con la contemporaneità in maniera molto forte consentendo a tutti di entrare in questo confronto con l’arte contemporanea. Piazza Umberto I con Cosmo16 può di sicuro reggere il confronto con le grandi piazze europee e di tutto il mondo”. “Questo progetto – ha chiarito l’architetto Palmiero – è stato una vera e propria scommessa e alla fine grazie ad una serie di espedienti strutturali si è riuscito a controbilanciare la scultura inclinata in modo da renderla non semplicemente il monumento della piazza ma un suo elemento, in quanto parte integrante delle relazioni che in essa si verranno a creare”. E questo ribadisce Antonio Piccolo: “è questo un progetto ambizioso e innovativo. Noi giovani imprenditori locali ci abbiamo creduto fino alla fine, abbiamo vinto la gara e siamo riusciti a realizzarlo grazie ad un vero gioco di squadra. Solo così è stato possibile superare tutte le problematiche burocratiche. Abbiamo voluto dare fiducia alle nuove generazioni e a questa iniziativa nuova che comprende l’Elmo e Cosmo16, uno spazio aperto alla città e per la città”. Infine Marcello Del Giudice sottolinea il ruolo determinante della Fonderia nolana di cui fa parte, vero braccio destro dell’artista, che lavora da quattro generazioni con artisti di fama nazionale ed internazionale. E aggiunge:  “Questo progetto per la sua complessità non è solo un’opera d’arte contemporanea ma ha rappresentato una vera e propria sfida, un vanto per noi e per la città stessa, considerando l’utilizzo di una tecnica antichissima, la tecnica a fusione a cera persa che ha dato vita in passato a opere importanti quali i Bronzi di Riace. Un’opera colossale, dunque, per la quale realizzazione é stata necessaria la regia dell’artista e l’impegno da parte di tutta la squadra”.

All’iniziativa non è mancato il sostegno del Cira, il Centro Italiano Ricerche Aerospaziali, eccellenza capuana nel settore della tecnologia, che ha dato un valido contributo alla manifestazione.

L’evento è stato anticipato giovedì 26 maggio alle ore 16.00 al Comune di Capua, grazie alla presentazione del libro “Le piazze dell’arte” della professoressa Capriglione.

COSMO16Progettato dall’artista insieme all’architetto Giovanni Palmiero dello Studio Segmento A di Caserta, come una grande scultura funzionale, l’Elmo dialoga con l’architettura, diventando esso stesso architettura, pronta ad essere abitata, utilizzata, vissuta. Perché Casanova appartiene a quella generazione di artisti che ha eliminato le barriere tra le diverse discipline, concependo, fin da giovane, le sue opere come installazioni e lavorando non solo come pittore, ma anche come scultore, fotografo e video-artista.

In questa dimora l’arte ripercorre la storia e va oltre: Barletta rimanda alla sua disfida ma anche a quella voglia di riscatto che è parte di noi e di quei ricorsi storici di Terra di Lavoro e del Sud, in particolare. La grande struttura dedicata al condottiero capuano Ettore Fieramosca vuole rappresentare il riscatto di un cavaliere armato, l’uomo di una qualsivoglia sfida, l’artista stesso ma anche, in senso lato, tutta una società che quotidianamente combatte in virtù di un riscatto collettivo. Non un casco protettivo, quindi, ma l’elmo che diventa una “casa pensante”. Infatti, in questo spazio urbano, l’Elmo si erge come una sentinella pensosa a difesa del territorio. Ha un’altezza di 9 metri, un diametro di 6 e un peso di 15 tonnellate e sarà il luogo dell’accoglienza, uno spazio fisico e virtuale della città, una finestra sul mondo ma soprattutto icona del territorio perché nasce dalla collaborazione tra un artista e un architetto, tra istituzioni  pubbliche e aziende private, tra associazioni e officine, tra uomini di buona volontà, tutti pronti a dare un valido contributo in nome di un forte segno di appartenenza alla città stessa. L’Elmo si propone come una sorta di struttura su scala urbana, unico esempio in Italia, il cui valore artistico si fonde con la funzione di info-point per i turisti, fruibile al suo interno. Un osservatorio, dunque, un punto di approdo di chi va errante alla ricerca di un riferimento fisso nello spazio e nella vita. Fonte di testimonianza e riconoscimento di una collettività in alcuni momenti in preda allo smarrimento che partendo dall’Elmo è alla ricerca di un “altrove”. L’Elmo diventa fortezza, certezza, è luogo sacro, è fonte di vita.

Ancora lo Studio Segmento A di Caserta firma e riqualifica la piazza con un progetto dell’Associazione Architempo, donato al Comune di Capua, attuato grazie al sindaco e alla società Capua Multipark dei fratelli Piccolo, che ha voluto arricchire lo spazio sovrastante il parcheggio con la scultura di Casanova, che prenderà il nome di: “Fieramosca Info-point Monument”, un’opera monumentale in un nuovo contesto architettonico e urbanistico che è Cosmo16, spazio polifunzionale al servizio della città e del viaggiatore. Il numero 16 fa riferimento alla particolare inclinazione dell’asse di baricentro rispetto al proprio piano di appoggio, accogliendo il visitatore o anche solo il passante. Piazza Umberto I diventa così un’area di servizi capace di ospitare anche un parcheggio multipiano che si offre, per la sua strategica posizione, a fungere da nodo di supporto per una serie di attività pubbliche collettive, legate anche al commercio. Il vasto spazio di circa 6000 mq ospiterà, dunque, un parcheggio sotterraneo a due livelli per un totale di circa 250 posti auto.

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La superficie esterna dell’Elmo sarà interamente rivestita da una particolare texture in lastre di bronzo disposte in modo verticale. Uniche eccezioni saranno due squarci, di cui uno longitudinale, lungo l’asse di simmetria del volto, che definisce anche il punto di accesso, e l’altro, nella zona temporale, in cui sarà collocato un monitor ad uso ludico, pubblicitario e informativo, anche notturno e utile per i veicoli che costeggiano la piazza. Internamente lo spazio dell’Elmo si distribuisce su un unico livello al piano della piazza e fungerà da punto informazione, da cui si accede ai due livelli interrati destinati a spazi polifunzionali, ciascuno di circa 130 mq. L’interno è concepito come un unico involucro, ottenuto tramite un telo traslucido bianco retroilluminato da appositi led rgb, mentre la parte basamentale sarà caratterizzata da una boiserie lignea che diventa, in taluni punti, essa stessa oggetto funzionale e di arredo. L’intera struttura interrata è realizzata in calcestruzzo cementizio armato a faccia a vista e si sviluppa su un perimetro mistilineo a imitazione e a memoria delle fortificazioni delle mura della città. Dell’intero perimetro resta libero il solo lato sud, su cui si aprono le vetrate per l’illuminazione e l’aerazione degli spazi interni. Lo spazio aperto alla quota inferiore si propone quale luogo intimo e piacevole di sosta e svago.

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Sabato 28 maggio dalle ore 16,30 è in programma Vivi Cosmo16, un momento di intrattenimento ludico nello spazio polifunzionale di Piazza Umberto I.

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A seguire tutti i passaggi della realizzazione dell’Elmo documentati dal fotografo Giovanni Izzo, con i suoi scatti relativi all’intera esecuzione del progetto, dai primi schizzi agli ultimi dettagli di qualche giorno fa a Capua, passando attraverso la collocazione dell’opera nei
giardini della Biennale di Venezia. Tale documentazione fotografica verrà successivamente pubblicata in un volume dedicato all’Elmo. Opera che, ricordiamo, è stata esposta alla Biennale di Venezia – specificamente in occasione della 54° Esposizione Internazionale d’Arte – nel 2011 proprio sul prato antistante il Padiglione Italia a ben rappresentare i centocinquanta anni dell’Unità d’Italia, con una visione apertamente meridionale e uno spirito fortemente innovativo.COSMO16