Castel Volturno, l’affondo di Diana sull’immigrazione

Cesare Diana

Emergenza extracomunitari, Cesare Diana a Dimitri Russo: “Tutta questa integrazione ci sta mettendo in ginocchio, si dimetta per mettere fine a martirio”

CASTEL VOLTURNO. Immigrazione non può voler dire aumento della pericolosità di un territorio. Il fenomeno di graduale “occupazione” di Castel Volturno da parte della popolazione africana ha raggiunto, ormai, record storici, a tal punto che è quasi impossibile quantizzare il numero esatto di extracomunitari non censiti che vive nel paese costiero.

Stando alle statistiche del ministero degli Interni risalenti allo scorso febbraio, che sembrano avere tanto di ufficiale e poco di reale, sarebbero 20mila gli extracomunitari “castellani”, di cui oltre 15mila totalmente irregolari. In termini pratici, 15mila persone senza una dimora dichiarata, in tantissimi casi condividenti appartamenti di piccolissime metrature e che, non avendo lavoro, vanno a rinvigorire la forza della mafia nigeriana ramificatasi localmente e sfociante in prostituzione e spaccio di droga.

Lo stato di emergenza è a dir poco preoccupante, così come la necessità di intervenire subito. Per chi è scettico riguardo ai dati forniti precedentemente, basta transitare all’esterno di Palazzo Grimaldi a qualsiasi ora della giornata o in via Parini, vero covo operativo africano e luogo storico di “regolazione” dei conti. Come se non bastasse, non mancano i casi di violenze fisica e materiale (chiari sono i riferimenti al tentativo  di rapina e di stupro ai danni di una donna anziana a destra Volturno ed agli incendi di vetture nella strada sopracitata).

Ovviamente, il tutto a pochi passi dalle famiglie italiane che, con sacrifici, si sono costruite abitazioni nel corso degli anni, credendo nelle forti potenzialità di Castel Volturno. Si tratta degli stessi cittadini che oggi vedono crollare in modo sconsiderato il valore immobiliare delle loro proprietà sia per quanto concerne la locazione sia per la vendita.

“Evidentemente il sindaco di Castel Volturno vive in un’altra città e sono sempre più convinto che in questi quattro anni e mezzo di amministrazione l’aria di Mondragone gli sia finita in testa – dice Cesare Diana -. Qui non si tratta di fare campagna elettorale o meno, seppur alla base ci siano, per quanto mi riguarda, 10 anni di attivismo e numerosi risultati raggiunti, bensì di tutelare i cittadini del nostro paese.

Appena qualche giorno fa – racconta – , un dipendente comunale è stato aggredito da un extracomunitario che gli ha strappato la maglietta e lo ha graffiato; chi ha cercato di dividerli è stato morso ad un dito. I casi di aggressione aumentano in numero mentre il Sindaco PD, Dimitri Russo, parla ancora di accoglienza a tutti i costi, come se gli immigrati fossero i cittadini castellani. Questi ultimi sono stati ridotti, oramai, a minoranza dalla politica di tolleranza del Sindaco, sempre pronto a giustificare e difendere coloro che per legge non dovrebbero nemmeno esserci sul nostro territorio, oltre che a fare il piccolo portavoce di quartiere dei piani alti. Mi riferisco a quei politici che fanno passerella sul litorale domitio, cercando di accaparrarsi voti solo in determinate fasi storiche senza mai sporcarsi le mani e non mettendoci mai veramente la faccia. A questo scempio dico basta.

È in atto un’invasione – afferma preoccupato Diana – che, purtroppo, qualche politicuccio di cartone sembra non aver manco percepito. Caste Volturno è stata e continua ad essere tradita ripetutamente dal suo primo cittadino e non c’è accusa di razzismo ideologico che tenga. Mi chiedo come faccia a stare tranquillo sapendo che la sua politica di apertura totale sta distruggendo anche l’ultimo brandello di futuro rimasto ai giovani, creando una vera e propria seconda Nigeria proprio in Campania. Io stesso sono stato aggredito da un gruppo di extracomunitari a cui ha fatto seguito un’interrogazione parlamentare dell’onorevole Sarro indirizzata al ministro degli Interni. Il tutto è avvenuto in concomitanza con la manifestazione voluta dall’associazione  ex canapificio di Caserta, un evento che ha portato sul nostro territorio centinaia di nuovi immigrati. Il maltrattamento che ho subito è passato inosservato all’attuale maggioranza o forse devo pensare sia stato fatto di proposito per evitare tirate d’orecchie istituzionali.

Caro Dimitri, dimettiti e tornatene a casa – conclude -; ovviamente chiudi bene le porte quando rientri perché, grazie al tuo grande concetto di integrazione, potresti trovarti in casa ladri provenienti da quella terra a cui apri ad oltranza le braccia”.