Cesare Lampronti: la storia bella e dannata di un antiquario alla Reggia di Caserta

Cesare Lampronti e il suo atto d’amore verso la Reggia, in mostra 85 opere di altissimo pregio della sua collezione

Ieri si è svolta, presso il Teatro di Corte, la presentazione della mostra dal titolo “Da Artemisia a Hackert. Storia di un antiquario collezionista alla Reggia”. In platea, davanti a un pubblico di curiosi e appassionati sono intervenuti il celebre critico d’arte Vittorio Sgarbi, Cesare Lampronti e Vincenzo Mazzarella, funzionario addetto alla valorizzazione della Reggia. A partire da settembre 2019 fino a gennaio 2020, i visitatori, avranno l’opportunità di vivere un’esperienza diversa, mai proposta prima all’interno delle preziose sale del Palazzo. In uno spazio dove (come ha ribadito Sgarbi) le opere della collezione trovano la loro condizione naturale.

C. Lampronti è uno dei più importanti antiquari romani, esperto e appassionato di dipinti antichi, titolare di una galleria conosciuta a livello internazionale che ha fatto la storia dell’antiquariato, ora ha un unica sede a Londra.

Esporre opere settecentesche di Hackert e di tanti altri pittori-artisti di altissimo pregio a Caserta, oltre a essere un atto di coraggio è un atto di amore. Non è semplice, non è da tutti. Oggi in Italia il ruolo dell’antiquario è molto difficile e tormentato. I motivi sono tanti, dalle politiche burocratiche alla scarsa crescita dell’economia della bellezza. C’è bisogno di armonia tra pubblico e privato. C’è bisogno di consapevolezza del nostro prezioso Patrimonio artistico.

Arrivederci a settembre dunque, con la speranza che le opere di questo calibro continuino a portare all’Italia e al mondo intero, la bellezza di cui abbiamo bisogno.