Controlli sul territorio nazionale a tutela della sicurezza alimentare



Denunciata 1 persona per frode in commercio, eseguiti numerosi sequestri e contestate sanzioni amministrative

Nel corso delle ultime settimane, i Carabinieri dei Reparti Tutela Agroalimentare (RAC) hanno svolto ispezioni finalizzate alla verifica del rispetto delle norme di settore nella filiera agroalimentare, riscontrando violazioni di carattere penale e amministrativo a carico di 13 aziende.

In particolare:

  • in provincia di Vercelli e Milano, rispettivamente:
  • presso un’azienda agricola, si è proceduto al sequestro amministrativo di 145 litri di vari prodotti fitosanitari, per violazioni in materia di conservazione ed etichettatura;
  • il titolare di una rivendita di prodotti tipici è stato sottoposto a diffida per accertate irregolarità in materia di etichettatura degli alimenti;
  • in provincia di Modena, presso un pastificio, si è proceduto al sequestro amministrativo di 319 kg di pasta fresca surgelata per mancanza di rintracciabilità;
  • nella Capitale e in provincia di Perugia, rispettivamente:
    • si è proceduto al sequestro amministrativo di 60 kg di pasta per pizza, in quanto priva di qualsiasi documentazione che ne attestasse la rintracciabilità;
    • il titolare di una rivendita di frutta denunciato per frode in commercio, per aver posto in vendita 40 kg di pesche noci e pere abate dichiarate italiane, ma di origine cilena, sottoposte a sequestro;
  • nelle province di Bari, Napoli e Salerno, a seguito di controlli presso 8 aziende (commerciali, agricole, vitivinicole e avicole) sono stati sottoposti a sequestro amministrativo per violazioni in materia di etichettatura e tracciabilità:
  • oltre 500 litri di vino rosso e rosato;
  • 25 kg circa di prodotti caseari;
  • oltre 9000 uova;
  • in Messina, a seguito di controllo presso un ristorante, sono stati sottoposti a sequestro amministrativo 55 kg di prodotti alimentari, che venivano poi distrutti in loco in quanto deperibili, per mancanza di tracciabilità.

 

Complessivamente, sono state contestate sanzioni amministrative per circa 15 mila euro.

 

 

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