Cosa ci vorrebbe per risollevare Maddaloni? Parliamone

Molti diranno “un miracolo”, i più pessimisti (o realisti) “neanche quello…”

Cari amici maddalonesi, ancora una volta versiamo una lacrimuccia per l’incombente venezianizzazione della città. L’allegoria della foto è lapalissiana. Non spenderemo altre parole superflue e, a quanto abbiamo ormai tristemente compreso, inutili.

Stavolta vogliamo dialogare con voi e non redigere il solito articoletto canzonatore del degrado che inzacchera la superficie maddalonese, passibile dei soliti sterili, e biliosi, permetteteci di dirlo, commenti. I giovani se ne vanno, e a giusta ragione. Gli anziani hanno dato il loro, forse troppo (o troppo poco). Alcuni più di altri sono responsabili della situazione apparentemente irrecuperabile in cui è piombata la città.

Vogliamo dire la nostra e, perchè no, magari darvi un assist.

Di cosa c’è bisogno a Maddaloni?

Di sicuro di un elettorato attivo che non voti in base a parentele, amicizie o false promesse, ma domandandosi se la persona che, spesso indignitosamente, chiede il voto sulla base di argomentazioni discutibili e semplicistiche, sia effettivamente in grado di dare un contributo utile alla resurrezione della cosa pubblica.

(almeno una) Parte dell’elettorato passivo, secondo il nostro umile e modesto parere, debba costituirsi di un gruppo totalmente nuovo, composto da soli giovani che preferibilmente non abbia mai avuto contatti con la politica locale e che si candidi alle prossime elezioni.

“Ma se poi (per assurdo) riuscissero a salire, sarebbero inesperti!”

Chi se ne frega! A questo punto sarebbe già solo un bene spezzare la “catena del male”.

Come dovrebbero essere questi giovani?

Vista la disincentivazione favorita dalla cattiva politica che ha ridotto Maddaloni a essere spesso appellata “Merdaloni”, ribadiamo il requisito di cui sopra che, badate bene, da solo non basta: bisogna essere liberi; non lasciarsi tentare da compromessi che portano altri galloni d’acqua a mulini che producono fin troppo…e male!

Ovviamente, lauree, titoli, onorificenze varie e checchè sia, lasciano il tempo che trovano ma sono un di più oltremodo gradito.

Il fatto che il gruppo sia composto di soli giovani potrebbe spingere quella fetta enorme di persone che non votano, dopo anni, a dirigersi ai seggi con occhi pieni di speranza fornendo voti preziosi e, chissà, magari anche uno zoccolo di quegli straccivendoli che in passato si è lasciato comprare per meno di una stecca di torrone alla festa di San Michele, potrebbe ridar valore e dignità al proprio… Sì, lo so, forse qui abbiamo lavorato di fantasia…

Una madre e un padre possono sbagliare nei confronti dei propri figli ma i loro errori saranno sempre frutto di un parossistico amore e mai di scelte che affondano le proprie radici nell’egoismo o nel menefreghismo (con le dovute eccezioni).

Con questo cosa vogliamo dire?

Che lo spirito deve essere quello di fare le cose, anche in maniera goffa o imprecisa (tanto, ormai, peggio di così?), ma, in nome dell’unico interesse che oggi possa animare chi scende in campo: l’amore per una città che ha tanto ma che sta venendo progressivamente smantellata da avide e grasse pantegane!

Amore che non può più partorire manicheisti e friabili schieramenti politici e che non può più consentire a persone che si sono avvinghiate al comune per anni, di stringere ancora una volta i loro avidi e viscidi tentacoli intorno ai pilastri di una struttura che hanno consumato fino alle fogne!

Chi vede il proprio futuro a Maddaloni deve riprendersela, non può più aspettare messia, altrimenti dovrà evacuare: l’apocalisse qui è arrivata con sorprendente anticipo sulla tabella di marcia…ma possiamo ancora cacciarla!

Voi cosa ne pensate? Ci aspettiamo tanti commenti costruttivi! Siamo stati volutamente essenziali, forse anche utopisti,  perchè vorremmo sviluppare il discorso con voi, e dialogare, con altri articoli di questo taglio, sul verde che si può piantare, e non delle fiamme che ci lambiscono quotidianamente.