Home Attualità Da rifugiati a giardinieri per la Reggia di Caserta

Da rifugiati a giardinieri per la Reggia di Caserta

Terrae Motus musica

 

Il tirocinio cominciato il 28 marzo, prevede un rimborso spese per i quattro rifugiati, da parte dello Sprar che promuove l’integrazione

 “Quando due anni fa sono scappato dalla Nigeria non avrei mai immaginato di lavorare in un posto meraviglioso come la Reggia di Caserta”. A Parlare è Odigia Bright, un ragazzo di 21 anni, nigeriano, fuggito dalla furia di Boko Aram e giunto in Italia come rifugiato. Insieme a lui altri tre uomini Viktor, Amadou e Nini che hanno lo status politico di rifugiati, verranno impiegati a titolo gratuito come giardinieri nel parco del Palazzo Reale. Sono scappati dalle guerre e ora vogliono dimostrare gratitudine verso il paese che li ha accolti. I quattro rifugiati, residenti tra Santa Maria Capua Vetere, Gricignano d’Aversa e Santa Maria la Fossa, fanno parte dello SPRAR, ossia il Sistema di protezione per richiedenti Asilo e Rifugiati del Ministero dell’Interno e dell’Anci. Saranno inquadrati come tirocinanti e supporteranno le maestranze specializzate della ditta che si occupa della manutenzione dell’inestimabile patrimonio verde nel capolavoro vanvitelliano.Il tutto grazie all’associazione “Accolti e Attivi”realizzato dall’Arci e dalla società cooperativa Solidarci in collaborazione con il complesso museale.
“Victor, Bright, Nini e Amadou – spiega Angelo Ferrillo, presidente dell’Arci di Caserta – sono la testimonianza concreta di un nuovo modo di intendere l’accoglienza. I risultati del loro lavoro saranno visibili a tutti, ai turisti e ai cittadini che ogni giorno affollano uno dei monumenti patrimonio dell’Umanità. Bisogna andare oltre la sola distribuzione di vitto e alloggio, prevedendo misure di informazione, accompagnamento, assistenza e orientamento. E tutto ciò è possibile solo grazie alla costruzione di percorsi individuali di inserimento socio-economico con la dignità del lavoro. Non parliamo dunque di volontari, ma di apprendisti giardinieri al servizio della comunità che ha offerto loro una nuova prospettiva di vita” “Caserta – conclude il sottosegretario agli Interni, Domenico Manzione – si distingue per aver messo in piedi uno degli Sprar più significativi a livello nazionale. In questo territorio operano alcune delle migliori realtà italiane nei settori dell’accoglienza e dell’integrazione. Associazioni, enti e singoli lavorano sul territorio in modo da abbattere le barriere della diffidenza e del razzismo”.