Delegazione casertana di “Amici dell’Azerbaigian” all’evento in ricordo del massacro di Khojaly

A Roma, per il venticinquesimo anniversario della Strage di Khojaly, era presente anche una folta delegazione casertana dell’Associazione  “Amici dell’Azerbaigian Centro Sud Italia”. Presente anche l’Ambasciatore Mammad Ahmadzada.

Una folta delegazione casertana dell’Associazione “Amici dell’Azerbaigian Centro Sud Italia” (il Presidente Domenico Letizia, il vice presidente Fabrizio Colamonici, il segretario Giuseppe Ferraro e i componenti Francesco Della Peruta e Fortunato Materazzo) ha partecipato ,nella splendida cornice dei saloni di Palazzo Brancaccio, a Roma, al venticinquesimo anniversario della Strage di Khojaly con un evento ispirato al libro di Leyla Aliyeva “Khojaly, 20 anni. 10 storie che potevano essere vere.

Ad aprire la serata, i saluti di benvenuto dell’Ambasciatore Mammad Ahmadzada, che “ha ricordato l’aggressione militare dell’Armenia contro l’Azerbaigian, sottolineando che il genocidio di Khojaly ha rappresentato il culmine della violenza commessa dagli armeni contro il popolo azerbaigiano”.

L’evento è stato incentrato sull’esibizione di quattro musicisti e due attori. Note e parole facevano da sfondo alle immagini proiettate su uno schermo e che rappresentavano dieci storie di altrettanti azerbaigiani che sarebbero potute realizzarsi se non ci fosse stato il crimine e da disegni di bambini sul conflitto, tratti dal libro “La guerra con gli occhi dei bambini”. Dopo i saluti degli artisti, ha preso la parola il Senatore Sergio Divina, Presidente dell’Associazione Interparlamentare di Amicizia Italia Azerbaigian, che ha evidenziato come esistano dei circoli che ostacolano la diffusione della verità sulla strage di Khojaly ed ha sottolineato l’importanza di far conoscere alla comunità internazionale la verità sugli eventi di Khojaly.

In seguito è intervenuto anche il Presidente della LIDU, Antonio Stango che ha esaminato il tema del genocidio di Khojaly dal punto di vista del diritto internazionale. Ha ricordato che l’occupazione non riguarda solo il Nagorno Karabakh, ma anche 7 distretti azerbaigiani adiacenti, e ha rammentato l’importanza per la comunità internazionale di porre fine all’occupazione, anche confidando nella prossima presidenza italiana dell’OSCE. Intervistato da una Tv locale Letizia Domenico ha ribadito il perché della partecipazione dell’associazione all’evento: “Si tratta di affermare il diritto alla conoscenza dei cittadini a comprendere ciò che sono le problematiche e la violazione del diritto umanitario in corso nel Caucaso. L’Azerbaigian sta proseguendo verso politiche di apertura nei confronti dell’Occidente e molti sono i rapporti con l’Italia e l’Europa su più dossier internazionali. Abbiamo il dovere di coltivare e rafforzare tali rapporti attraverso la diplomazia, la cultura e la conoscenza della storia di un magnifico e affascinante paese, come ho potuto costare personalmente durante la mia partecipazione ad un Forum Internazionale Umanitario a Baku”.