Francesco Fracassi, produttore musicale degli Avion Travel, si racconta

Una chiacchierata con Francesco Fracassi, produttore musicale degli Avion Travel. Dalla decisione di produrre il gruppo casertano, al Festival di Sanremo, fino all’incontro con Lucio Battisti

Ho letto che ha collaborato con l’assessorato alla cultura del Comune di Caserta. Che ricordi ha della città e come è nata questa collaborazione?

  • Si trattava di un paio di iniziative che riguardavano il rapporto tra i giovani e la musica a Caserta. La collaborazione è nata perché  gli Avion Travel, ad un certo momento, sono diventati un gruppo conosciuto a livello nazionale e non solo, questo ha generato la curiosità per un gruppo di provincia che è arrivato a fare delle cose importanti. Così è nata la volontà di scoprire se fossero un caso isolato in città. Caserta l’ho frequentata soprattutto tra i primi anni novanta e metà anni ottanta, è parecchio che non ritorno. All’epoca mi sembrava una città che, da una parte, aveva dei grandissimi problemi e, dall’altra, nascondeva una vivacità creativa assolutamente non immaginabile.

Quando ha conosciuto gli Avion Travel? Ma, soprattutto, il momento in cui ha deciso di puntare su questo gruppo di giovani casertani…

  • All’epoca già producevo altri gruppi musicali ed altri artisti. Ho conosciuti gli Avion in uno di quei tanti festival che si facevano  di musica indipendente di genere rock. Poi Peppe Servillo e Mario Tronco hanno suonato a casa mia, a Roma, e mi hanno chiesto se volessi dargli una mano. Li conoscevo già, mi piacevano e, ovviamente, gli dissi di sì. Tutto ciò avveniva intorno al 1983\1984 quando è iniziata la nostra collaborazione e poi, pian piano, siamo arrivati “ai piano superiori”.

 

Con gli Avion Travel sono arrivati anche riconoscimenti importanti: nel 2000 avete vinto il Festival di Sanremo e, sempre lì, nel 1987, avete vinto Sanremo Rock. Cosa ne pensa, come produttore musicale, del Festival? Lo segue ancora? 

  • Lo seguo sempre con simpatia, ho un attimo ricordo di Sanremo,  è un evento eclatante che per una settimana fa discutere. Dopo poche settimane, però, non ne parla più nessuno, stiamo dando un’importanza eccessiva al Festival che non potrebbe mai rappresentare tutto la musica italiana. È un’occasione importantissima, ma quando qualcuno ha l’occasione di partecipare è anche molto pericoloso, essendo sottoposto ad una esposizione mediatica di quel tipo: se fai bene te l’amplifica ma sei fai male.. Rimane una manifestazione, la più importante per la musica popolare, ma non può contenere tutta la musica che gira nel panorama musicale italiano.

 

Siccome il nostro è un giornale letto soprattutto da studenti, la domanda sorge spontanea: è da tanti anni che è nel campo della produzione musicale, un suggerimento a chi vuole intraprendere questa strada?

  • Questa è una domanda difficile che mi fai. Io non credo che ci sia un metodo per farlo. Io vengo da una generazione che ha imparato questo mestiere facendolo. Avevo questa passione. L’unico consiglio che ho è che chi lo fa per i soldi, successo e visibilità ,non andrà da nessuna parte.  Questo mestiere pretende che tu abbia una passione infinita per la musica.

Un’ultima domanda: un’artica o un gruppo a cui si sente particolarmente legato? Ci può raccontare qualche aneddoto della sua lunga carriera

  • Sono legato a tutti gli artisti con cui ho lavorato da Mario Venuti agli Avion Travel… Lavorando in questo settore da tanti anni, ho avuto la fortuna di conoscere personaggi meravigliosi. Quello che mi ha affascinato di più sicuramente è stato Paolo Conte. L’aneddoto più curioso è stato quando ho conosciuto Lucio Battisti. Era un perido in cui si era eclissato dal panorama musicale italiano .Io ero a casa di un amico a cui volevo far conoscere proprio gli Avion Travel. Ad un certo punto, mentre il mio amico stava preparando il caffè, suonarono alla porta. Il mio amico mi chiese di rispondere, gli dissi che era un certo Lucio.  “Ah, si.. Lucio Battista”, mi rispose lui. Io sento ancora crederci, per me era assolutamente impossibile che fosse lui. Si presentò a casa del mio amico con tuta da ginnastica, capelli brizzolati. Stava registrando in uno studio di  Londra, all’epoca. Ci siamo seduti in cucina a bere il caffè e abbiamo ascoltato insieme gli Avion Travel.