Furto di energia elettrica, due indagati

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L’abitazione di mamma e figlio sarebbe stata alimentata grazie ad un allaccio abusivo. L’operazione degli Agenti del Posto Fisso Operativo di Casapesenna

Nel pomeriggio di ieri, Agenti del Posto Fisso Operativo di Casapesenna in servizio di prevenzione e repressione dei reati in genere, hanno inferto un ulteriore smacco al dilagante fenomeno del furto di energia elettrica, denunciando in stato di libertà due persone di Villa Literno, F. M. di anni 40, pluripregiudicato sottoposto al regime degli arresti domiciliari, e la di lui madre, compiacente e concorrente nel medesimo reato, C.T. di anni 63.

A monte di tale attività di polizia giudiziaria vi è la costatazione allarmante emersa alcuni giorni fa, in occasione di un medesimo controllo a persona sottoposta agli AA.DD., allorquando gli agenti scoprirono che presso quell’abitazione vi era in atto un furto di energia elettrica in tutta flagranza di reato, ove l’allaccio fraudolento ed abusivo consentiva di alimentare, gratis, l’abitazione del controllato e quella della di lui madre. Tale stato di cose, ha portato gli agenti del Posto Fisso Operativo di Casapesenna ad intensificare tali controlli, in particolare, in occasione dei servizi di vigilanza a soggetti sottoposti a misure detentive, sì da imbattersi, nel giro di pochi giorni, in una situazione simile.

Nel pomeriggio di ieri, infatti, dopo aver accertato la regolare presenza in casa del detenuto domiciliare, F.M., l’attenzione degli agenti si è rivolta, come da direttive, anche sull’apparecchio misuratore dell’energia elettrica, che, oltre che apparire palesemente in disuso, indicava, come sospettato, la posizione “OFF” dell’interruttore (assenza di erogazione), mentre le varie luci e/o led di elettrodomestici presenti in casa erano regolarmente attive, lasciando quindi presupporre un illecito approvvigionamento di energia elettrica.

Tale occorso veniva poi materialmente e formalmente certificato dal personale tecnico dell’ENEL ivi fatto convenire, il quale, dopo alcune ore di lavoro, riusciva a portare allo scoperto una vera e propria “traccia” sotto muro, attraverso il quale tale furto di energia si consumava, si suppone, da circa otto anni, come provato dalla mancanza di contratti di fornitura, in capo all’intestataria C.T., fin dal 2010, anno a cui risale il distacco per morosità.

L’attività si concludeva dopo varie ore di adempimenti investigativi con una denuncia a Piede Libero a carico dei due congiunti, indagati a Piede libero in quanto responsabili, in concorso tra loro, del reato di tentato furto aggravato di energia elettrica.