Giordano gorgoglia lava e sputa fuoco sugli avversari



“Hanno mortificato la città e voi siete complici se li votate ancora! Io me ne andrò a testa alta da questa città se non sarò sindaco!”

Domenica alle 11 in piazza Matteotti, Pasquale Giordano ha tenuto un comizio particolarmente rosolante. Dall’alto del palco di Piazza Matteotti ha discusso per circa un’oretta nella quale, per la maggior parte dell’intervento, ci ha provvisto delle motivazioni per le quali si dovrebbe preferirlo alla pentafonia eseguita dai (per il momento, pare) 5 rivali. Il pubblico non era certo folto, forse anche a causa dello street food, ma lo abbiamo trovato attento.

Il nylon dell’arco con cui sono state scoccate le immancabili frecciatine era particolarmente teso quando sono partite quelle verso Gigi Bove e Andrea de Filippo:

Il primo, come affermato pubblicamente ieri, avrebbe “preso 20.000 euro per non fare le liste” e gli avrebbero “promesso un posto da vigile urbano, ma da maresciallo, non da semplice…”;

“Io non posso pensare che un candidato sindaco si faccia accompagnare a via Feudo con uno che ha ancora la 500 della mazzetta dell’immondizia!”, la scoccata al secondo.

Sono poi partite le reminiscenze. Su tutte, è senz’altro importante citare quella che, a suo dire, vedrebbe Giuseppe Razzano come l’agnello sacrificale posto sullo spiedo dai compagni di partito. Dopo, l’abbrivo alle denunce varie, in particolare sull’“aria irrespirabile” del Palazzetto dello Sport, sul Villaggio dei Ragazzi, assurto a scuola statale nell’immaginario giordaniano e sullo stato del centro storico.

Accanto alle denunce, le proposte: una pista ciclabile che taglierebbe via Napoli, la rivalutazione del centro urbano con conseguente sua metamorfosi in ZTL, la trasformazione del campo sportivo in un parcheggio per l’ospedale, l’assunzione di vigili urbani stagionali, un’assicurazione annuale per i locali tramite convenzione con la SIAE sugli eventi, l’incentivazione alla riduzione delle tasse concedendo a questi ultimi un defibrillatore, l’istituzione di una questua per l’“aggiustamento” del Castello e via discorrendo…

Insomma, Giordano ha messo tanta carne a cuocere, una carne che egli è sicuro di poter arrostire. Successivamente si è soffermato sulla pessima condizione del cimitero facendo presente agli astanti la connivenza della passata opposizione circa la decomposizione impiantistica del cadavere, lì dove “cadavere” sta per Camposanto, non per i suoi inquilini.

Giordano ha sfidato tutti senza peli sulla lingua: “Ho già 24 querele, me ne facciano altre 24!”.

Dunque, mentre il candidato incolla figurine sull’album delle querele, noi guardiamo le stelle sperando che il loro allineamento darà il fiato alle trombe che finalmente annuncerà il pomposo corteo di un’amministrazione all’altezza della condizione marcescente del colle calatino… magari tra i plausi di cittadini più responsabili…

Leggi anche