Maddaloni, la giunta approva il riequilibrio di bilancio

“Stiamo cercando di mettere ordine in un ginepraio di clientele, connivenze, inefficienze e inefficacie, che in questo comune l’hanno fatta da padrone negli ultimi 20 anni” 

Il consiglio comunale del 28 agosto ha avuto a oggetto l’assestamento del bilancio. I 13 punti all’ordine del giorno sono stati approvati con una maggioranza che, finalmente, ha potuto procedere alla definizione dei lavori. Il terzo punto, vertente sul riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio derivanti da sentenze esecutive, atti di precetto e ordinanze di assegnazione, è stato approvato solo relativamente a queste ultime poichè solo per queste ultime era presente il parere del Collegio dei Revisori dei Conti, rinviando così la parte restante a una futura assise.

É chiaro che, trattandosi di un bilancio non predisposto dall’attuale amministrazione, – ricordiamo che l’insediamento è avvenuto il recente 25 luglio – essa è stata ben poco partecipe della sua vita, cosa che ancor più chiaramente, come evidenziato da De Filippo, mette in luce l’assoluta inconsistenza di qualsiasi attribuzione o affannosa ricerca di responsabilità nei membri della giunta.

Tra i motivi di dibattito, l’opposizione ha lamentato la non ricezione di una sufficiente documentazione, necessaria all’espletamento del ruolo di controllo, nonchè la mancata riunione delle commissioni consiliari, il cui regolamento, come rimbeccato dal sindaco, necessiterebbe di essere rivisitato: il loro costo, rispetto al numero dei componenti della giunta e al delicato stato patrimoniale dell’ente, risulterebbe assurdo. Prima ancora, De Filippo non ha mancato di sottolineare più volte una certa “irrazionalità” di una convocazione nel breve periodo tra il 25 luglio e il 28 agosto, considerato lo sparuto lasso di tempo, dovuto a cause fisiologiche e non, dilazionanti l’insediamento dell’amministrazione.

“L’ultimo anno che hanno funzionato”, parla delle Commissioni Consiliari, “in passato sono costate al comune di Maddaloni oltre 100.000 Euro. […] Dovrete procedere come capigruppo a rivedere il regolamento per fare in modo che le commissioni costino al comune di Maddaloni quello che è giusto che costino, e non le cifre vergognose che nel passato sono servite a fare gli stipendi ai consiglieri comunali”.

“Chiederò alla mia maggioranza, sulle potestà regolamentari, di dare il ruolo di relatori ai componenti dell’opposizione, proprio perchè in questo modo si verifica la disponibilità a lavorare insieme per dare anche un quadro di supporto normativo a quest’ente. Un quadro che quest’ente non possiede”.

Quest’ultimo intervento del primo cittadino, in particolare, avrebbe lasciato emergere, in maniera più o meno lapalissiana, la disponibilità e la volontà di lavorare congiuntamente alla minoranza per una città migliore, o quantomeno capace di erogare servizi minimali. Proprio sui servizi, quelli essenziali, arrivano le note stonate:

solo il 52% dei cittadini versa regolarmente i tributi e la situazione non può migliorare significativamente entro il 30 novembre, termine entro il quale appare già scontato che non si riuscirà a spuntarla sui rilievi posti dal collegio dei revisori;

la manutenzione ordinaria non può essere praticata costantemente perchè, se non c’è un’entrata certa, l’ufficio tecnico non dispone di alcuna garanzia per intervenire, ed è questa una situazione di cui il comune di Maddaloni può tristemente fregiarsi di detenere l’esclusività. (Se non ci sono i soldi, non c’è il tappo per i fossi).

Tralasciando i servizi, il sindaco ha reso edotti i presenti dell’ultimo sollecito del Ministero delle Economie e delle Finanze, quello del 13 agosto, volto a richiedere il riscontro sui rilievi dell’ultima ispezione datata 2014:

“Ci sono diversi amministratori che debbono all’ente centinaia di migliaia di euro. Ci sono diversi collaboratori che devono all’ente decine di migliaia di euro, percepiti, dice il ministero, in maniera non lecita negli anni che vanno dal 2000 al 2014”.

Per quanto riguarda la questione interporto, il sindaco rassicura:

“Con l’interporto stiamo discutendo esclusivamente in termini di dilazione del pagamento di quanto dovuto all’ente”.

Dunque, tra buone notizie, e altre un po’ meno, il consiglio comunale sul bilancio “pilatesco”, citando l’epiteto defilippico, si è concluso. La strada verso la normalità e la decenza appare lastricata dalle difficoltà sorte nell’ultimo ventennio. Non si può certo pretendere di percorrerla in pochi mesi, nè tanto meno in un anno. Per fortuna, quel che si scorge dal panorama emerso all’orizzonte, è che sembra che si stia camminando, seppur lentamente, e che si stia camminando su un sentiero e non su un tapis roulant: che i centimetri, perchè è quella l’unità di misura, tra noi e la meta stiano diminuendo e non aumentando.