Incendio boschivo sul Monte Tifata, l’indagine dei Carabinieri Forestale

Incendio boschivo sul Monte Tifata, i militari appartenenti alla Stazione Carabinieri forestale di Caserta danno esecuzione all’ordinanza di misura cautelare

Questa mattina, i militari appartenenti alla Stazione Carabinieri Forestale di Caserta, hanno dato esecuzione all’ordinanza di misura cautelare (obbligo di presentazione tutti i giorni alla polizia giudiziaria) emessa, su richiesta di questa Procura della Repubblica, dal GIP presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, nei confronti di: Farina Salvatore, nato a Santa Maria Capua Vetere (CE) il 15/11/1979.

  • I fatti

Il 15 gennaio 2019, Il predetto, allevatore di un gregge ovino, è indiziato di aver tentato di appiccare un incendio boschivo sul Monte Tifata alla località Sant’Angelo in Formis del comune di Capua (CE), a due grossi cespugli di “Ampelodesma” (specie erbacea particolarmente infiammabile). Ha utilizzato due accendini ma l’incendio non si è propagato nell’intero versante collinare grazie alle condizioni esterne non favorevoli alla propagazione delle fiamme. 

I militari della Stazione Carabinieri Forestale di Caserta, allo scopo di prevenire condotte illecite ai danni del patrimonio boschivo e paesaggistico, eseguivano un controllo del territorio. Nel percorrere la strada sterrata che costeggia il Monte Tifata in agro del comune di Capua (CE) alla località “Sant’Angelo in Formis”, notavano a distanza la presenza di un gregge di capi ovini mentre percorreva un tratture montuoso per discendere a valle. Mentre osservavano gli spostamenti del gregge, nostavano la presenza di due persone che lo conducevano: una indossava un giubbino grigio chiaro ed un cappellino blu. Il soggetto si era chinato ed aveva appiccato il fuoco in due punti diversi di una zona ricoperta da vegetazione forestale di bassa macchia mediterranea. Dalle zone divampavano le fiamme e si alzavano due vistose colonne di fumo.

Le forze dell’ordine, dopo aver raggiunto il tratto, hanno proceduto all’identificazione del soggetto risultato essere l’indagato Farina Salvatore. Nei punti scelti dal Farina sono rinvenuti i residui bruciati di due cespugli appartenenti alla specie “Ampelodesma”, ancora fumanti.

  • La sentenza

L’oggetto utilizzato per il reato è trattenuto a scopi probatori. L’allevatore è stato denunciato in stato di libertà in quanto l’incendio boschivo non si era sviluppato. Tuttavia, la zona risulta essere interessata agli incendi, motivo per il quale si è ritenuto che lo stesso Farina potesse reiterare la medesima azione delittuosa. Su richiesta di questa Procura è stata richiesta l’applicazione di una misura cautelare personale. Il G.I.P. ha quindi imposto al soggetto l’obbligo di presentazione alla p.g. tutti i giorni della settimana.

  • L’ipotesi degli investigatori

Gli investigatori hanno ipotizzato che l’indagato abbia agito in modo volontario, distruggendo la vegetazione inadatta all’alimentazione dei capi ovini. Lo scopo era assicurarsi una maggiore superficie sulla quale far pascolare il proprio gregge, risparmiando sull’acquisto di fieno.