LA RETE ØRBERG CAMPANIA AL LICEO PIZZI DI CAPUA

Il Centro Studi per la Scuola Pubblica ‘CESP’ ha annunciato per il giorno giovedì 11 aprile 2019 l’importante appuntamento formativo “La rete Ørberg Campania: risultati ottenuti e prospettive per il futuro”. Sarà il liceo ‘S. Pizzi’ di Capua ad ospitarlo presso la sua Aula Magna dalle ore 15,00 alle ore 17,30.

Negli ultimi anni diversi sono stati gli incontri organizzati o comunque riconducibili al CESP / COBAS nella provincia di Caserta sul tema del metodo induttivo-contestuale nell’insegnamento delle lingue classiche. Si ricordano infatti almeno sette incontri in quattro diverse città della provincia, in veste di veri e propri corsi di formazione, workshops e convegni che, nati per rispondere alle esigenze di rinnovamento espresse in un primo momento da un piccolo gruppo di insegnanti della provincia di Terra di Lavoro, hanno poi coinvolto sempre più docenti di scuola secondaria provenienti da tutta la regione Campania. Cogliendo il fermento, il prof. Luigi Miraglia, fondatore e direttore dell’Accademia Vivarium Novum, accettò l’invito del CESP a partecipare in qualità di primo formatore al corso che si protrasse per tre giorni a Caserta dal 15 novembre al 14 dicembre 2016.

L’anno successivo ha visto il CESP farsi ancora portavoce e catalizzatore delle suddette istanze dei docenti con due incontri: un workshop formativo organizzato nel mese di aprile 2017 nella città di Caserta al quale presero parte non pochi docenti che alla fine concordarono sulla possibilità di creare una sorta di smart community per il monitoraggio e il supporto allo sviluppo del metodo induttivo-contestuale in Campania; a novembre fu la volta del seminario di studi presso il liceo scientifico statale ‘E.Fermi’ di Aversa in cui presero la parola diversi docenti di lingue classiche di scuole secondarie di primo e secondo grado della Campania per portare ciascuno le proprie esperienze didattiche del “metodo Ørberg” nell’insegnamento del Greco antico e del Latino.

Nel 2018 il liceo “E. Fermi” di Aversa, dove da anni la metodologia è regolarmente applicata e con successo, ha ospitato nuovamente, in maggio, un altro incontro e, così anche il liceo “S. Pizzi” di Capua. Grande partecipazione hanno visto anche le due Giornate dell’Umanesimo organizzate dal liceo di Vairano Patenora “L. Da Vinci”, dove insegna il prof. Sergio Arizzi, che si è così espresso: «I giovani hanno sempre più bisogno di essere pienamente coinvolti nel processo di apprendimento. In questa ottica, la classe non può che diventare un luogo in cui si costruiscono e si negoziano significati, dove il docente, a sua volta, è chiamato a coordinare sapientemente l’azione didattica. In tale prospettiva, il metodo natura rappresenta una delle metodologie più efficaci per appassionare i discenti e consentire loro di accedere al meraviglioso mondo della letteratura greca e latina con un atteggiamento partecipativo, euristico e collaborativo. Infatti, mentre il metodo grammaticale-traduttivo si rifà al concetto di ‘palestra’ per sviluppare e corroborare la logica, il metodo Ørberg ha altre finalità, come consentire ai discenti di poter godere della bellezza e del valore delle humanae litterae, partendo dal presupposto che il mondo antico sia tuttora attuale e rappresenti il fondamento della civiltà europea».

Sergio Arizzi è il fondatore della Rete Ørberg Campania che nacque nel fecondo workshop casertano per dare supporto agli istituti che attuano o hanno intenzione di applicare il metodo, nell’ottica di un proficuo scambio di best practices e con l’obiettivo di risolvere insieme le problematiche che in corso d’opera possono presentarsi. Giovedì 11 appunto la Rete racconterà i risultati del suo operato, anche attraverso la presentazione degli Atti di Convegno prodotti in occasione del seminario aversano del 2017, e definirà interessanti prospettive per il futuro. Si auspica la partecipazione di tutti quei docenti che sentono e rilevano la necessità di un cambio di paradigma rispetto al metodo grammaticale-traduttivo che, cristallizzatosi nella forma che conosciamo nell’ultimo ventennio del XIX secolo, evidentemente non risponde più già da tempo alle esigenze della scuola attuale.