“La violenza è l’ultimo rifugio degli incapaci”: 25 novembre contro la violenza sulle donne

Il 25 novembre si celebra la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, un’occasione per sensibilizzare l’opinione pubblica e riflettere su un fenomeno dilagante, che non conosce fine

Un fenomeno in continua crescita che non si arresta e che continua a preoccupare. La violenza sulle donne ha molte facce: stupri, femminicidi, stalking, percosse ma anche violenza psicologica. La fotografia italiana è molto preoccupante: quest’anno più di 70 donne uccise.

Si fa presto a definirla in modo superficiale, considerando come tale principalmente le forme di molestia di tipo fisico e sessuale. Spesso sottovalutando la pericolosità della violenza psicologica, in grado di logorare la mente delle vittime.

Oggi, 25 novembre è la GIORNATA MONDIALE contro questo tipo di violenza e vede iniziative sparse in tutto il mondo atte a far riflettere, discutere, tutelare e far sentire meno sole le vittime.

Era il 1999 quando l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, istituì la ricorrenza per sensibilizzare governi, istituzioni e comuni cittadini su un fenomeno che rappresenta una delle violazioni più diffuse dei diritti umani.

Proprio in questo giorno nel 1960 avvenne il brutale assassino delle tre sorelle Mirabal, attiviste politiche della Repubblica Dominicana. Torturate e uccise dagli agenti del Servizio di informazione militare mentre andavano a trovare i loro mariti ingiustamente incarcerati, durante la dittatura di Rafael Leonidas Trujillo. Una strage che però si ritorse contro il dittatore: dopo questo episodio molto coscienze si scossero e il movimento culminò con il suo assassinio l’anno successivo.

In realtà ogni giorno è quello giusto per parlare di questo problema, tristemente onnipresente nelle pagine di cronaca dei giornali, eppure per anni sottovalutato. Dobbiamo parlare di prevenzione nei contesti quotidiani, partire dalle cose semplici, dal linguaggio, dalle immagini che tanto oggi sostituiscono la comunicazione verbale.

Bisogna insegnare a rilevare la violenza troppo spesso celata e lavorare sulla quotidianità. Per farlo ci vuole disciplina, determinazione e volontà. Dobbiamo cambiare le cose culturalmente e inizia ad infondere uguaglianza. L’emancipazione è il nostro futuro perciò oggi tingiamoci di rosso e gridiamo NO alla VIOLENZA SULLE DONNE.

A tutte le donne di ALDA MERINO:

Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso
sei un granello di colpa
anche agli occhi di Dio
malgrado le tue sante guerre
per l’emancipazione.
Spaccarono la tua bellezza
e rimane uno scheletro d’amore
che però grida ancora vendetta
e soltanto tu riesci
ancora a piangere,
poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,
poi ti volti e non sai ancora dire
e taci meravigliata
e allora diventi grande come la terra.