“Non ci negate il diritto allo sport”, Caserta contro la chiusura dello Stadio del Nuoto

Tanti punti oscuri sulla vicenda della chiusura dello storico Stadio del Nuoto. La prossima settimana pronta una manifestazione per chiedere risposte alle istituzioni.

Soltanto pochi mesi fa quotidiani e periodici casertani riportavano tra le eccellenze campane lo Stadio del Nuoto di Caserta.

E’ un impianto sportivo tra i più curati d’Italia, accessibile ai disabili e che produce degli utili importanti. La struttura  ha ospitato meeting, partite di pallanuoto internazionali, gare agonistiche ed è stata scelta più volte, per i suoi 50 metri di lunghezza, da nuotatori nazionali.

Ma lo Stadio del Nuoto, sito in via Laviano, sembra adesso destinato alla chiusura nel prossimo mese di luglio. Ripercorriamo insieme i motivi di tale scempio.

Mesi addietro alla Procura di Santa Maria Capua Vetere è arrivato un esposto anonimo in cui si denunciavano carenze ed inadempienze. Dopo le successive verifiche è emerso che per le norme di sicurezza sono necessari lavori di adeguamento dal costo di 13mila/15mila euro con termini di scadenza il 12 luglio. Il responso della Provincia è stato inqualificabile e inaccettabile. Data la crisi finanziaria il costo dei lavori, trattandosi di manutenzioni straordinarie, non potrà essere coperto.

Dai bilanci pubblici pubblicati sul sito della Provincia si evince come la struttura natatoria sia tra i pochissimi casi di struttura pubblica non solo a costo ZERO per la comunità ma addirittura abbia un bilancio in positivo.

Lo stadio del Nuoto, infatti, viene mantenuto da una famiglia di 24 società, che operano pagando una media di tremila euro di canone mensile.

Il 30 giugno c’è il rischio che le attività, che ogni giorno portano nell’impianto mille e più persone, soprattutto giovani atleti ambiziosi e con degli obbiettivi, si fermeranno.

Il 26 giugno alle ore 10.00 l’intera cittadinanza è invitata a partecipare ad un corteo che prenderà il via proprio nello spiazzale antistante l’impianto olimpionico. E’ facile immaginare che lunedì saranno davvero in tanti a farsi sentire con le istituzioni cittadine per salvaguardare il lavoro e i diritti di chi in questi anni ha fatto qualcosa di concreto per la comunità.