Numerosa affluenza per la presentazione del volume “Università degli studi della Campania Luigi Vanvitelli”

Il 12 Febbraio l’opera “Università degli studi della Campania Luigi Vanvitelli” è stata presentata presso il Teatro comunale di Caserta

Il giorno 12 Febbraio nell’elegante cornice del Teatro Comunale “Costantino Parravano”, sito in Via Mazzini a Caserta, è avvenuta la presentazione del prestigioso volume “Università degli studi della Campania Luigi Vanvitelli”.

L’opera vanta 320 pagine, 3 sezioni, 36 interventi e 3 curatori e nasce con l’obiettivo di essere un dono allo scopo di creare empatia con il territorio.

L’incontro è stato moderato dalla giornalista della nota testata locale “IL Mattino”, Nadia Verdile, la quale ha presentato gli illustri ospiti: il rettore dell’Università Giuseppe Paolisso, la prorettrice alla cultura Rosanna Cioffi, il professore Cherubino Gambardella.

Tra le autorità presenti il sindaco di Caserta, Carlo Marino,  intervenuto per sottolineare l’importanza della sinergia tra Università e Istituzione, l’assessora del Comune di Caserta Tiziana Petrillo, la quale ha ringraziato il rettore e gli organizzatori dell’iniziativa  per aver contribuito nella buona riuscita di un progetto chiave ai fini di valorizzazione territoriale  ed il sindaco di Santa Maria Capua Vetere Antonio Mirra.

A seguito dei saluti e ringraziamenti istituzionali del primo cittadino, è intervenuto il rettore Giuseppe Paolisso il quale ha posto l’accento sulle interessanti dinamiche che hanno visto protagonista la scelta della nuova denominazione dell’Università (approvata il 5 Agosto 2017) e del processo più complesso della selezione del suo innovativo logo ufficiale (avvenuto in 5 mesi). La manifestazione di interesse ha visto coinvolti 153 utenti.

Per quanto riguarda il simbolo V:, approvato dopo una dura e competitiva selezione, esplicita un richiamo alla denominazione latina vniuersitatis mentre i due punti rappresentano l’apertura al mondo della conoscenza e all’internazionalizzazione. Apprezzato, anche dall’ Università di Harvard, la quale ha trovato la scelta di collegare un simbolo aziendale ad un’attività culturale davvero geniale.

Il rettore ha illustrato l’intenzione di aprirsi al territorio con l’iniziativa Officina Vanvitelli  svolta nel territorio di San Leucio. Essa ha lo scopo di formare giovani talenti nel campo della moda che a loro volta avranno la possibilità di essere poi contattati dalle grandi aziende del settore. Il tutto è stato reso possibile grazie alla collaborazione con il sindaco di Caserta Carlo Marino. A tal proposito Paolisso afferma:”Se si apre una sinergia con un’Istituzione e si propongono progetti di qualità il territorio casertano cresce perchè alla base c’è interesse economico e di visibilità. Si dà così vita ad un circolo vizioso positivo“.

Successivamente l’attenzione è stata focalizzata sul personaggio di Luigi Vanvitelli protagonista dell’intervento della prorettrice alla cultura Rosanna Cioffi. Cioffi, ha lodato le numerose iniziative del rettore il quale ha puntato sull’aspetto innovativo dell’Università, basato sulle conoscenze e sul sapere classico. Ha poi citato il celebre aforisma “Noi siamo i nani sulle spalle dei giganti”.

La studiosa, ha argomentato sulla figura di Luigi Vanvitelli, letterato iscritto all’Accademia dell’Arcadia, studioso dell’antico ma dalla mente contemporanea, architetto geniale, ingegnere, manager, figlio del vedutista olandese Gaspar Van Wittel e dell’italiana Anna Lorenzani, chiamato da re Carlo III al fine di creare una residenza senza eguali. L’ingegno poliedrico del celebre architetto vantava l’apertura verso un modello di modernità pregio che gli garantì successo e apprezzamento.

La prorettrice conclude definendo il volume presentato “un dono frutto di studio e ricerca di professori attivi in ateneo che unendo i loro saperi hanno dato vita ad un progetto uniforme di bellezza e concretezza tra antico e attuale rispecchiando appieno i criteri e i valori dell’Università”.

L’ultimo intervento è stato formulato dal professore Cherubino Gambardella il quale, con una panoramica a volo d’uccello, ha permesso ai suoi fruitori di comprendere appieno il cuore del progetto dell’Università volto a suggerire qualcosa di arcaico e misterioso.

“Credo si debba stimolare la percezione degli studenti che interagiscono con il luogo nel quale operano: dal valore etico abbiamo donato bellezza. Ci sono radici nella grandezza. Il volume ha 4 fulcri straordinari della cultura d’Italia che ci inorgogliscono. è un racconto scientifico e storico della nostra terra: il racconto più bello”, ha poi concluso.