Perchè appiccare i roghi?

Questa estate, nel territorio di Terra di Lavoro, sono andati a fuoco ben 3064 ettari boschivi…

Anche se la vulgata imposta dai media mainstream induce il cittadino medio a rintracciare la causa degli incendi in alcuni fenomeni naturali, non c’è dubbio che nel 99% dei casi dietro ai roghi c’è la longa manus dell’uomo. Ecco le cause dei roghi indicate da Legambiente.

Cause naturali

Le più comuni sono determinate o dalla caduta di fulmini su alberi posti ad elevate altitudini o da eruzioni vulcaniche, rare, ma possibili e catastrofiche. Dunque, le evenienze generanti combustioni naturali, sono più che rare.

Cause umane

Sono accidentali o intenzionali. Nel primo caso sono provocate da eventi quali : mozziconi di sigarette, cerini o petardi, gettati in luoghi dall’alto tasso d’infiammabilità come boschi, prati, foreste ecc; la frenatura di treni che, con l’attrito con i binari provoca scintille che se prossime alla vegetazione facilmente si propagano; variazioni di tensioni su linee elettriche o loro rottura con conseguente caduta degli impianti, pericolosi a contatto col manto erboso. Anche tali casi sono considerati delle rarità da Legambiente che, al contrario, stima che il 60% dei roghi è intenzionalmente causato. Identificarne i responsabili, è spesso impresa ardua. Riguardo le zone montane, spesso si additano i pastori che bruciano per ampliare lo spazio riservato al pascolo. In altri casi, si tratta di ex lavoratori a progetto che, rimasti senza fondi, appiccano roghi per poi essere chiamati a spegnerli. Dietro il fenomeno, tuttavia, pare celarsi una strategia pianificata dalle mafie che utilizzano i roghi per bruciare rifiuti e creare nuovi spazi per le discariche. É a tal proposito sospetto il caso dell’ex impianto dell’ILSIDE di Bellona, usato in passato per la raccolta e lo stoccaggio di rifiuti industriali e speciali, andato a fuoco assieme alle decine di tonnellate di rifiuti contenuti, lo scorso undici luglio. Ma è la caccia a un business ancor maggiore a spingere le mafie, a dare fuoco, quello del mercato edilizio, nell’ambito del quale si servono della legge, per attuare un ricatto finalizzato al perseguimento dei loro scopi illegali. In Italia, la legge 353/2000, infatti, proibisce per 15 anni, l’edificazione su un sito incendiato, per cui, quando fiutano l’intenzione d’un comune di concedere licenze edilizie ad altri, bruciano bloccando tutto.

Il cittadino

Da anni in Campania sono attivi comitati cittadini operanti su tematiche ambientali che hanno fatto rete e ottenuto risultati inaspettati. Storica fu, ad esempio, la manifestazione tenutasi a Napoli il 16 novembre 2013 per richiedere l’immediata bonifica della “terra dei fuochi”. Nel casertano sono già sorti comitati operanti in tali direzioni (comitato spontaneo antiroghi e ambiente di S.N.L.S. e comitato cittadino Bellona/Triflisco), che, assieme agli altri sparsi sul territorio, esortano i cittadini ad unirsi nella lotta per la propria salute, evitando dunque di affidarla ad altri.