Proseguono le indagini sull'albanese ucciso a Villa Literno

Due settimane fa, un albanese, durante un tentativo di furto ai danni di un meccanico, fu ucciso a Villa Literno. Caccia ai complici

Ormai sono passate già due settimane dalla notte in cui, a Villa Literno, un albanese  di 40 anni fu ucciso mentre tentava di rubare l’automobile di un meccanico con due complici. L’episodio avvenne intorno alle ore 3.30 del giorno 21 Marzo a Villa Literno.  Il ladro, lasciato morto dai compagni, davanti all’ospedale di Aversa, fu identificato grazie alle impronte digitali.

L’accusa cadrebbe  proprio sul meccanico di Villa Literno. Secondo le indagini, l’uomo, dopo aver sentito dei rumori nella propria abitazione e dopo aver visto i ladri in procinto di rubare la sua autovettura , avrebbe iniziato a sparare contro questi ultimi, i quali, contemporaneamente, si erano messi in fuga a bordo di una BMW bianca. Dopo poco tempo la BMW fu trovata bruciata completamente, nelle campagne di Gricignano d’Aversa, dai Carabinieri.

Proseguono le indagini sull'albanese ucciso a Villa LiternoLe indagini circa l’ accaduto sono ancora in corso, in quanto, i complici dell’albanese non sarebbero ancora stati identificati. Né la Procura di Napoli avrebbe assunto nuovi elementi a carico del proprietario dell’automobile che, presumibilmente, avrebbe sparato con una pistola legalmente detenuta contro i malviventi.

Dopo la prima ricostruzione dei fatti, si attendono gli esiti delle comparazioni tra i risultati dell’autopsia sulla vittima, ma sembrerebbe essere decisivo un filmato, registrato dalle telecamere di un caseificio nei pressi dell’abitazione, teatro dei fatti. Le immagini, anche se non sarebbero nitide, parrebbero catturare le fasi più importanti del furto e della sparatoria.

Il meccanico, sarebbe indagato dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord per eccesso colposo di legittima difesa. I suoi concittadini, in segno di appoggio, già due settimane fa, presero parte ad una prima manifestazione, il giorno 22 Marzo 2016, organizzata appositamente per l’uomo di Villa Literno. Gli abitanti di Villa Literno, infatti, si recarono direttamente sotto la casa dell’uomo, esponendo uno striscione e dando vita ad un “flash mob.

Successivamente, almeno un migliaio di persone parteciparono ad una seconda manifestazione  pubblica di solidarietà. A guidare tale manifestazione furono i sindaci di Villa Literno, Castel Volturno, San Cipriano d’Aversa, Casapesenna, Cancello Arnone e San Tammaro. Durante l’evento solidale in tantissimi innalzarono cartelli, con il nome del presunto colpevole.