Marino e compari insabbiano la riunione ATO sul biodigestore a Ponteselice

Marino gioca a nascondino…

Carlo Marino, in questi mesi di discussione sul biodigestore, ha sempre giustificato l’omessa consultazione dell’ATO, l’ente territoriale preposto alla pianificazione della gestione dei rifiuti, asserendo che Caserta non potesse attendere le lungaggini dell’ente; quando però questi viene convocato preferisce darsi alla macchia.

L’ATO

L’Ambito Territoriale Ottimale fu costituito nel 1997 con l’emanazione del cosiddetto Decreto Ronchi. In base all’ultima legge regionale in materia, la n.14 del 26 maggio 2016, quest’ente intercomunale dispone e pianifica il ciclo integrato dei rifiuti del territorio che gli compete. La giunta Marino, invece, ha preferito scavalcarlo, dandosi al self service. Il 24 ottobre 2017, infatti, Marino e company comunicavano la decisione di realizzare un impianto di compostaggio anaerobico nell’area ASI di Ponteselice e, tre giorni dopo, con determina del settore ambiente ed ecologia, approvavano lo studio di fattibilità commissionato alla società ATHENA.

La seduta disertata

A metà aprile, il Movimento Speranza per Caserta, al culmine d’un inspiegato ritardo, ricordatosi improvvisamente che Marino ha bypassato l’ATO, ne ha incontrato il presidente, Antonello Velardi, per chiedere una seduta in cui l’ente si riunisse per discutere del caso biodigestore. Velardi, accolto il sollecito di Speranza, ha dunque indetto una seduta dell’organo per il 27 aprile scorso. Alla seduta dovevano prendere parte 18 amministratori comunali. Su diciotto convocati, solo otto sono stati i presenti. Questi gli assenti:

-CATONE ANTONIO;
-CICALA GABRIELE;
-DEL PRETE ELPIDIO;
-DI MATTEO DARIO;
-FALCO MICHELE;
-GALLUCCIO MICHELE;
-MARTIELLO SALVATORE;
-MONTORO ANTONIO;
-REITANO MAURIZIO;
-MARINO CARLO.

Data l’assenza del numero legale, i punti all’Ordine del Giorno non sono stati discussi, pertanto, alle ore 17 del 27 aprile, il Presidente Velardi dichiarava conclusa la seduta.
Se Marino doveva obbligatoriamente passare per l’ATO, sarà imminentemente stabilito dal TAR, chiamato a pronunciarsi sul ricorso dei comuni di San Nicola La Strada, Recale, Casagiove e Capodrise, del Comitato Cittadino San Nicola La Strada Città Partecipata, del Circolo Lega Ambiente Caserta e del Movimento Speranza per Caserta. Se, però, il penalista è realmente convinto della bontà di un impianto, da lui ritenuto un’occasione per un futuro ribasso delle tasse e, al contempo, un atto indispensabile a chiudere la filiera del ciclo integrato dei rifiuti, perchè non ha perorato la sua causa nella sede preposta? Vien da pensare che, al contrario di quanto dichiarato, Marino preferisca giocare a carte coperte, perchè, forse, in cuor suo, teme che il suo impianto, non sia altro che un enorme castello privo di fondamenta, per cui, meglio imbastire un solitario!

A cura di Davide Fusco.