S. Felice a Cancello: ORA “accende le coscienze” in piazza Giovanni XXIII

San Felice a Cancello – Anche quest’anno l’8 dicembre si accenderà il Natale a San Felice a Cancello.

Per il secondo anno brillerà in piazza Giovanni XXIII l’albero targato Comitato “Ora”, che ha scelto come slogan dell’evento “Illuminiamo le coscienze”. L’accensione è prevista l’8 dicembre nella piazza centrale del paese, alle ore 20 e 30. All’iniziativa parteciperanno il Vescovo di Acerra, Monsignor Antonio Di Donna, il Commissario prefettizio del Comune suessolano, Roberto Esposito, il parroco della chiesa di San Felice Martire, don Antonio Cozzolino, e il presidente di Ora, Francesco Lettieri.

L’evento è patrocinato dal Comune di San Felice e dalla Provincia di Caserta della quale ricorre il bicentenario. L’anniversario dell’istituzione provinciale è dedicata a Don Peppe Diana, il parroco ucciso della camorra per il suo impegno antimafia; una dedica che arricchisce di significato – per il Comitato – la concessione del patrocinio, vista l’attenzione che Ora ha dedicato in questi mesi all’impegno sociale e all’educazione alla legalità. “Accendiamo le coscienze” manifesta, ancora una volta, l’intento del Comitato di farsi promotore di un cambiamento radicale che parta dalla volontà e dalla consapevolezza di ogni cittadino di San Felice.
Con l’accensione dell’albero 2018, Ora festeggerà il primo anno di un’intensa attività che ha coinvolto soprattutto i più giovani. Negli ultimi dodici mesi il Comitato ha organizzato una serie di incontri presso l’istituto comprensivo “Francesco Gesuè” di San Felice con il progetto l’Ora legale; ha trasformato la piazza centrale in un centro polisportivo con la Festa dello Sport e in un supermercato dei giocattoli con la raccolta doni, in occasione dello scorso Natale. Solida e proficua anche la sinergia che Ora ha costruito con le altre realtà associative della zona, tra le quali Sentieri nuovi, Insieme, San Felice in Movimento, con le quali si è occupata della ristrutturazione delle giostrine di piazza Giovanni XXIII.