Veltroni incontra Tornatore, si conclude la rassegna “Maestri alla Reggia”:



Si è svolto ieri l’ultimo incontro di “Maestri alla Reggia” che ha visto come protagonisti Walter Veltroni e il regista premio oscar Giuseppe Tornatore, nella splendida cornice della Cappella Palatina.

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In molti erano presenti all’ultimo incontro di “Maestri alla Reggia”,  ciclo di eventi organizzati dalla Sun Crea Cultura della Seconda Università degli Studi di Napoli, in collaborazione con la rivista cinematografica Ciak e Cineventi. Protagonisti dell’ultimo incontro il regista premio Oscar Giuseppe Tornatore intervistato da Walter Veltroni.

Sono intervenuti prima dell’incontro il Rettore della Seconda Università degli studi di Napoli Prof. Giuseppe Paolisso, il direttore della Reggia Mauro Felicori, la Prof.ssa. Lucia Monaco e Remigio Trucchio fautori dell’evento.

A prendere la parola per primo è stato Veltroni che ha parlato di Ettore Scola, regista italiano di prim’ordine,  morto a Gennaio di quest’anno, raccontando un aneddoto che lo riguarda: “Ettore si è sentito male, qualche tempo fa, e il giovedì eravamo stati insieme a vedere il nuovo film di Giuseppe Tornatore ‘La Corrispondenza’, poi eravamo stati a cena insieme, poi Giuseppe ed io ci siamo trovati quando Ettore è morto”. Ha continuato poi chiedendo a Tornatore di porgere un tributo a questo grande regista, e il regista: “La sua gentilezza e la sua generosità hanno fatto nascere un’amicizia che poi è durata tanto, poi magari per alcuni periodi ci perdevamo, quando faceva un film lui, quando lo facevo io, per un po’ ci si perdeva però è stato una presenza costante, importante, forse la persona che mi ha fatto ridere di più era veramente divertente parlare con Ettore Scola e quindi è stata un’ esperienza molto drammatica la sua scomparsa. Fortunatamente restano i suoi film e sono straordinari.”

“La grandezza di chi fa cinema, pittura o scrive è quella di essere sostanzialmente immortali” ha continuato poi Veltroni “l’immortalità è data dalla creazione, cioè chi si trova nella condizione di fare del cinema, nel caso specifico del quale parliamo stasera, si trova nella condizione del creatore” a questo punto ha chiesto a Tornatore di spiegare, come se stesse parlando con dei marziani, cosa fosse il cinema e il regista ha risposto raccontato un episodio accaduto la sera della sua premiazione agli Oscar: “Akira Kurosawa è salito sul palco per ritirare il suo Oscar (alla carriera) e disse così ‘mi chiamo Akira Kurosawa ho 80 anni ho fatto molti film ma non ho ancora capito l’essenza del cinema’ io questa cosa non la dimenticherò mai.”

Ha poi ricordato le prime esperienze lavorative di Tornatore il quale ha raccontato che la prima giornata da proiezionista, completamente da solo in sala a 14 anni, fu la più bella della sua vita, proiettava un vecchio western “Un dollaro d’onore”. Ha parlato anche dei numerosi documentari girati in Super 8 e del suo passaggio da Super 8 al vero cinema con “Il Camorrista” soffermandosi a sottolineare l’importanza che ha la musica nel suo cinema. Dunque un Tornatore che racconta a 360° la sua storia che ha ed ha avuto sempre come protagonista il suo amore immenso per il cinema.

Con l’ultimo grande regista si concludono la serie di incontri di “Maestri alla Reggia” che hanno avuto il grande merito di portare alla ribalta un territorio che molto spesso è sinonimo di degrado o decadenza culturale. E’ possibile, dunque, grazie a queste iniziative promuovere una rinascita culturale e e di valorizzazione delle bellezze che questa terra offre, non a caso il luogo che si è scelto è stato proprio la magnifica “Cappella Palatina” della Reggia di Caserta. In virtù di quanto si è detto, per fortuna gli organizzatori hanno dato al pubblico l’appuntamento al prossimo anno.

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