Università: Il vizio, da non perdere, della speranza

niversità - “Stanche di sperare e… disperare”

#università - “Stanche di sperare e… disperare”, l’iniziativa dell’Ateneo per la Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne. Intervista alla delegata alle pari opportunità di Ateneo, Marianna Pignata.

Pubblicato da Caserta.ZON su Sabato 24 novembre 2018

Il 25 Novembre ricorre la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. A tal proposito l’Università degli studi della Campania Luigi Vanvitelli ha organizzato il convegno “Stanche di sperare e… disperare”

 

 

“Maria, traghettatrice di anime.” “Anime perse, sole, destinate al macello in una Castel Volturno fuori dal mondo.”

È questo lo scenario che ci presenta Edoardo De Angelis, regista partenopeo, reduce dal successo del suo film “Indivisibili”.

Una realtà cruda, brutale, senza speranza. Eppure, c’è chi il “vizio della speranza” continua a tenerlo.

In attesa della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, l’Università degli studi della Campania Luigi Vanvitelli ha presentato con professoressa Marianna Pignata, che abbiamo intervistato, un convegno il cui scopo è quello di far prendere coscienza a tutti, soprattutto ai giovani di cosa sia la violenza, cosa significhi subirla e farla.

Nel film di Edoardo De Angelis, però, non ci sono “uomini che odiano le donne” ma sono donne carnefici e vittime; l’unico personaggio maschile è un personaggio positivo in toto.

Perché la violenza non sono solo gli schiaffi ma ogni parola discriminatoria, che ferisce, che uccide. Ogni gesto che umilia.

Il “vizio della speranza”, che nessuno deve perdere, racconta di come in fondo i vizi non siano poi così negativi perché dal baratro si può sempre uscire.

Per questo vanno ringraziate le numerose associazioni che sostengono e aiutano le donne in difficoltà, tra cui l’ Associazione Aurora che tende una mano a tutte quelle che non ce la fanno da sole.

Perché si dica basta alla violenza, agli abusi, ai soprusi.

Perché non ce ne sia una di meno.