Università Vanvitelli: vasta e sentita partecipazione per la giornata di studi sul museo

Al Dipartimento di Lettere e Beni Culturali dell’Università Vanvitelli si è svolta la giornata di  studi “Comunicare la città. Modelli ed esperienze per (ri)pensare  a un Museo della città di Napoli”

Il 12 Marzo presso il Dipartimento di Lettere e Beni Culturali sito in via Perla a Santa Maria Capua Vetere si è voluto porre l’accento su tematiche museologiche di grande impatto. Grazie al seminario focalizzato sull’importanza del museo, della sua struttura, delle sue mansioni ma sopratutto del suo rapporto con la città e i cittadini è stato sottolineato l’importanza del luogo e della sua crescita sul territorio.

La prof.ssa Rosanna Cioffi, prorettore alla cultura, attualmente in carica presso il Dipartimento con la cattedra di storia della critica d’arte, ha aperto la giornata presentando e ringraziando gli ospiti presenti. In seguito ha preso parola la direttrice del Dipartimento Maria Luisa Chirico la quale ha dato il benvenuto agli ospiti affermando l’importanza di pensare non solo alla struttura museale ma anche  al territorio di riferimento.

Nadia Barrella, professoressa associata in carica presso il Dipartimento con la cattedra di Museologia e critica artistica e del restauro, ha esplicitato quanto coniugare il museo con la storia della città abbia rappresentato una sfida. La volontà di proporre e dar vita alla giornata di studi incentrata sul museo non nasce con l’idea di proporre nuovi musei bensì allo scopo di conoscere la storia e le potenzialità di quelli già presenti.

Giuseppe Pignatelli Spinazzola, ricercatore in carica presso il Dipartimento con la cattedra di Storia della Città e Storia dell’architettura, prosegue affermando quanto la città di Napoli sia difficile da raccontare in quanto ricca di sfaccettature.

In seguito Daniele Jalla, fondatore del Museo di Torino, presidente ICOM ITALIA e docente di Museologia a Perugia, ha argomentato una riflessione sul tema sottolineando il concetto di museo urbano il quale va concepito in rapporto al paesaggio. Egli ha aggiunto che per poter creare un museo in città occorre guardare i modelli e che la città può essere intesa come urbs (spazio visibile) e civitas (collettività). Il museo secondo la sua ideologia vede protagonista 3 modelli: museo residuale, carnevale’ e museo che mette in scena ambienti.

Il secondo intervento ha visto protagonista l’architetto Francesca Lanz la quale ha posto l’accento sul museo visto come spazio multi. Attraverso una panoramica storica ella ha dapprima definito la nascita del museo di città e delle sue caratteristiche per poi passare in rassegna i numerosi musei sorti nel corso del tempo. In particolar modo, dopo aver definito che il museo debba nascere sulla città e nella città, cita l’esempio del museo di Londra realizzato per raccontare del patrimonio londinese e delle storie circa i suoi protagonisti.

Motivare e potenziare risultano essere le parole chiave per il giovane Fabio Viola, personaggio di spicco per il Museo Archeologico di Napoli, protagonista del terzo intervento dal titolo “e se il racconto fosse un gioco?”. Egli, appassionato di videogames, ha realizzato nell’Aprile 2016 il gioco virtuale Father and Son il quale ha riscosso un enorme successo. Tutt’oggi infatti esso vanta cifre record e ambisce alla diffusione dell’importanza del museo attraverso un aspetto tecnologico e divertente. Nel gioco interamente ambientato a Napoli e in particolar modo nel Museo Archeologico, i protagonisti possono sbloccare determinati livelli e ricevere ricompense se, oltre a visitare idealmente il sito, si recano di persona presso il Mann. Si tratta di un’idea innovativa al passo con i tempi in continuo mutamento, idea che funziona e che accentua le presenze in loco. Il gioco è stato tradotto in più lingue ponendosi in maniera emozionante e coinvolgente nei confronti dei visitatori virtuali e reali.

Successivamente Giovanni Di Vico nel suo intervento intitolato “Nuove esperienze di racconto: ICONA”esprime l’idea di vivere il museo come spazio iconico, quale rappresentazione della città rapportando un colore per ogni ambito. Nella sua prospettiva il museo andrebbe organizzato in diversi settori con incursioni tematiche e personaggi emblematici allo scopo di rappresentare la città in maniera significativa. Egli espone l’idea definendo lo spazio attivo  in rapporto con altri musei.

Infine a conclusione dell’incontro il dirigente del museo archeologico nazionale di Napoli Paolo Giulierini e la ricercatrice giurista Daniela Savy hanno posto l’accento sul museo Mann illustrando al pubblico presente in sala i progetti, le risorse, le iniziative e le mostre esposte all’interno del sito. Il museo è in continuo cambiamento, aperto alle innovazioni, a progetti di spicco mirati a coinvolgere emotivamente il visitatore. Tra le iniziative la scontistica applicata con l’acquisto del biglietto per la visita ad altri siti napoletani convenzionati. Inoltre l’esposizione di alcuni reperti estrapolati da mostre occasionali. Il Mann è stato presentato non solo come luogo di cultura ma anche come spazio di intervento, di rapporto con il pubblico continuamente stimolato dalle numerose iniziative adatte a ogni età.

L’evento si è concluso con la domanda “Quale luogo e quale forma per raccontare Napoli?”. La risposta è stata articolata da diversi esperti del settore tra i quali Rita Pastorelli, Fabio Pancapè, Paolo Iorio oltre ai luminari già citati. Hanno presenziato all’incontro culturale: prorettore alla cultura prof.ssa Rosanna Cioffi, il professore associato archeologo Carlo Rescigno, prof.ssa associata di storia delle arti contemporanee Gaia Salvatori, professoressa associata in archivistica e biblioteconomia Paola Zito, dottor Luca Palermo, la giornalista del Mattino Beatrice Crisci oltre i numerosi studenti del Dipartimento.