Bufera al comune di Valle di Maddaloni, indagato anche il Sindaco

Nella mattinata odierna, i Carabinieri del Comando Stazione di Valle di Maddaloni, a seguito di una complessa indagine coordinata dai Magistrati della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, hanno notificato un avviso di conclusione indagini preliminari nei confronti del sindaco del Comune di Valle di Maddaloni e di alcuni esponenti della locale amministrazione, ritenuti responsabili in ordine al reato di peculato in concorso (art. 110,314 c.p.).

L’informazione di garanzia ha riguardato i soggetti di seguito elencati: – PASCARELLA Giovanni nato a Maddaloni (CE) il 31/07/1960, Sindaco; – MONACO Raffaele nato a Valle Di Maddaloni (CE) il 16/04/1959, Vice sindaco; – RENZI Agostino nato a Maddaloni (CE) il 10/06/1958, Consigliere; – VIGLIOTTA Alfonso, nato a Caserta il 01/10/1984, Consigliere; – SACCONE Pasquale, nato a Valle di Maddaloni, il 16/01/1958, Responsabile Area amministrativa; – FARINA Domenico, nato a Valle di Maddaloni, il 24/09/1957, Responsabile area economia-finanziaria.

Le investigazioni avviate dai militari dell’Arma hanno consentito di accertare come il Pascarella, destinatario di provvedimenti emessi dal Tribunale Civile di SMCV che assegnava ad alcuni suoi creditori, in relazione a debito riconducibile e maturato nell’ambito della sua attività imprenditoriale privata, complessivi euro 67.875,72 mediante pignoramento del quinto dello stipendio del politico, con la complicità di alcuni membri del consiglio e dei responsabili di area, adottava specifica delibera consiliare facendo si che il citato debito privato venisse riconosciuto, per l’intero importo, quale “debito fuori bilancio” dell’ente comunale.

Gli amministratori, per ragione dell’ufficio e del servizio, concludendo l’operazione in questione non osservavano il limite del quinto cedibile, attingendo l’ingente somma dalle casse comunali a beneficio degli ignari creditori arrecando un vantaggio per il Sindaco che così estingueva interamente del proprio debito. Le indagini, condotte mediante escussioni testimoniali e diverse acquisizioni documentali, hanno permesso di ricostruire l’intera vicenda delittuosa, in particolare come il sindaco del comune di Valle di Maddaloni, abbia utilizzato e distratto un bene dell’ente comunale per soddisfare esigenze afferenti la sua sfera privata.